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    March 27

    IL NEMICO CE L'HO IN CASA!

    Della serie: il nemico ce l'ho in casa. Mi guardo le spalle quando esco di casa, sto attentissimo quando sono in giro o a casa di amici e poi, vai a vedere, non mi sono accorto che il pericolo era proprio a un passo da me!
    Scena: pranzo in casa Pilla. Ci sono gli spaghetti al tonno. Fuori piove, il cielo è plumbeo (l'agg lett ngopp o topolin, ma non so bene cosa vuoglia dire) e fa uno sf... di freddo (questa invece la sento molto spesso per strada e so benissimo cosa significa) (oggi sono in sciopero con i congiuntivi!).
    A ogni modo, l'esimio dottor Pilla (senior, visto che io sono ancora infermiero) sistema con cura i piatti con le vivande. Iniziamo a pranzare, ignari di quello che sta per accadere. Giunti all'incirca a tre quarti di pasto, il dottore di cui sopra si accinge a cambiare canale alla tv. L'orologio segna le tre meno cinque e né io, né tantomeno sorema, siamo preparati a quello che imponderabilmente sta per accadere.
    Il dottor Pilla (useremo un nome di fantasia perché lo impone l'avvenimento) passa da canale cinque a italia uno e ivi si sofferma più del dovuto. Io e mia sorella continuiamo a mangiare (e quann 'aizzamm a cap a int'o piatt! Manc si ven o papa!) ma quando gli spaghetti sono tutti al riparo nei nostri stomaci (vorrei scriverlo sbagliato, ma non so come si scrive, quindi prendetelo come errore... mo dico pure stomachi, và... può essere che ci azzecco!) (si, na figur e... stomaco!)
    A ogni modo, concluso il fiero pasto ci accorgiamo che l'esimio è intento a guardare la tivvù, e anche con un certo interesse. Non si nasconde. Non ritiene che debba celare questa sua passione. Alché io e sorema ci guardiamo attorno spaesati. Fuori piove ancora e il cielo è ancora plumbeo e io ancora nun sacc ch signific! In compenso, fa ancora uno sf... di freddo. In un momento di coraggio, prendo la parola guardando negli occhi l'esimio dottore e gli chiedo, con un pizzico di timore nella voce: "Ma stai guardando?"
    E lui, distraendosi un attimo dalla visione: "E certo! E' da un po' che lo seguo..."
    Niente da fare, ancora non mi ci capacito. Puoi guardarti le spalle quando esci di casa, stare attentissimo quando sei in giro o a casa di amici e poi, vai a vedere, non ti accorgi che il nemico ce l'hai in casa. E mentre fuori continuava a piovere, il cielo continuava a essere plumbeo e io ancora non sapevo cosa diamine significasse 'plumbeo', una domanda è sorta spontanea a me e mia sorella: "Papà, cu tanti programm proprij O.C. t'è verè?"
    Ebbene sì, le avventure di Ryan, Marissa e chillat, quello che a me sembra patron Frodo ma tutti dicono che è bello... Mah! Qua davvero non c'è più religione....
    March 22

    COLPITO E AF-FONDUTA!

    Prima di tutto, volevo ricordare che ieri sera me la so spassata n'altra volta di brutto (di me, ndr), all'Happy Rock, dove m'agg magnat na fondut tropp saggerat...
    Se si va avanti così, non credo di arrivare sano e salvo a fine mese. Ma non per la fonduta, quanto per gli accompagnatori... Ij nun m'a pozz fa con gente che dopo essersi messa lo smalto si guarda le ogne (unghie per i lettori italici) ogni tre secondi! Con gente che si magna prima gli gnocchi, poi la fonduta e prima ancora si era spupazzata dieci ovetti di cioccolata e una quantità indefinita di macine del mulino bianco salvo poi dire in pubblico di essere a dieta. Che poi, tra l'altro, quella è na panza finta. Se tu sei a dieta, ij c'avessa fà? Mi stai dicendo che sono chiatto? Che sono sovrappeso? Che sono un barilotto? E poi, se tu c'hai le maniglie dell'amore, ij teng 'e serrand 'e ll'amicizij?
    A ogni modo, oggi ho mostrato il mio volto a chi mi aveva solo letto sul blog. Il pensiero è stato immediato: "Eri meglio sotto forma di scrittura". :D
     
    A ogni modo, per dimostrare la mia labilità (instabilità) (carenza) mentale (le due parole unite significano demenza), vi posto una cosa che non c'azzecca nulla, ma fa tropp parià! Riguarda il modo di scrivere su internet.
     
    Il mondo è in tempo reale: ricordatevi che le vostre email -anche se piene di cazzate- potrebbero fare il giro del mondo in poche ore. E allora ricordatevi alcune fondamentali regole di scrittura:
    1. I verbi avrebbero da essere corretti
    2. Le preposizioni non sono parole da concludere una frase con
    3. E non iniziate mai una frase con una congiunzione
    4. Evitate le metafore, sono come i cavoli a merenda
    5. Inoltre, troppe precisazioni, a volte, possono, eventualmente, appesantire il discorso. Siate press'a poco precisi
    6. Le indicazioni fra parentesi (per quanto rilevanti) sono (quasi sempre) inutili. Attenti alle ripetizioni, le ripetizioni vanno sempre evitate
    7. Non lasciate mai le frasi in sospeso perche' non
    8. Evitate sempre l'uso di termini stranieri, soprattutto nell'email, ma anche nella chat, potreste prendervi un flame
    9. Cercate di essere sintetici, non usate mai piu' parole del necessario, in genere e' di solito quasi sempre superfluo
    10. Evit. le abbr. incomprens.
    11. Mai frasi senza verbi, o di una sola parola. Eliminatele.
    12. I confronti vanno evitati come i cliche
    13. In generale, non bisogna mai generalizzare
    14. Evitate le virgole, che non, sono necessarie
    15. Usare paroloni a sproposito e' come commettere un genocidio
    16. Imparate qual'e' il posto giusto in cui mettere l'apostrofo
    17. Non usate troppi punti esclamativi!!!!!!!!!!!!!
    18. "Non usate le citazioni", come diceva sempre il mio professore
    19. Evitate il turpiloquio, soprattutto se gratuito, porca puttana!
    20. C'e' veramente bisogno delle domande retoriche?
    21. Vi avranno gia' detto centinaia di milioni di miliardi di volte di non esagerare
    22. Trattate sempre i vostri interlocutori come amici, brutti stronzi.
     
    Chiusa questa breve e triste parentesi, voglio dire una cosa a una persona che mi starà leggendo e mi ha dato del "monnezza": mon tresor, statt accort. Stanotte vengo in camera tua (e non pensare a bene) e, dopo una sana appiccicata mentre tu dormi, ti sfregio lo smalto! Magari scrivo Mikey sulle tue ogne. Poi, per farmi perdonare, ballerò la macarena con la maschera fucsia... Che poi in realtà non è niente, rispetto all'averti visto col mio giubbino, con le mani incastrate ("Cosi non mi posso vedere le unghie!") e all'aver girato IO con la tua borzetta... A ogni modo, il messaggino di ieri è stato la goccia che ha fatto trabbboccare il water: come si suol dire, colpito e af-fonduta!
    March 18

    GRANDE (motestamente), GROSSO (come sopra) E CO...

    Prima di tutto, porgo le mie scuse alla mamma di Ornella. Signora, tutto quello che legge su questo blog è finto. Io in realtà non sono così (sono peggio, starà dicendo ornellina, lo so...). A ogni modo, non c'è stato nessun Puttan-Tour, non la considero un uomo e io non sono così brutto come sembro... (ecco, ora sarà lei a star pensando "allora è vero che è tutto finto". E soprattutto: "Star pensando? Ma la grammatica non la usi?") Chiedo venia (questa è tratta da wikipedia, però c'è solo la parola, senza il significato) (Orny sa cosa intendo).
    A ogni modo, le chiedo scusa e se, quando dovessi richiedere (congiuntivo azzeccato, ndr) (pura fortuna, nda) a sua figlia di rivederci, non mi sorprenderei che usasse scuse tipo: "Sono vegetariana", oppure "una volta qui era tutta campagna", o meglio ancora "piove, governo ladro"... (nessun riferimento alle prossime elezioni, ndr). Spero accetti le mie scuse e non accetti me (nel senso letterale del termine). A mia parziale discolpa posso dire che tutto quello che faccio è in buona fede (mmm, Orny, non sottolineare il fatto che i Puttan tour vengono SEMPRE fatti in buona fede!)
    Bene, fatte salve queste premesse, ora posso iniziare a descrivere la serata di ieri sera (anche perché, se avessi descritto la serata di ieri mattina sarei stato un fenomeno!).
    Nel primo pomeriggio, mando un mess a Orny: "Ciuciu, parlare con te è come parlare col papa. Ci vorrebbe un'enciclica. (Detto che non c'entra nulla...)" Alché, qualche secondo dopo la chiamo: "Ehi, da oggi ti chiamerò Josephine... Come Ratzinger". E lei, il mio mito: "Chiamami Giuseppina, fai prima. Fa più spagnola dei quartieri!"
    Piccola digressio (tolgo le ultime due lettere finali, "ne", perché così fa più latinista! A qualcosa deve pur servire quel cacchio di diploma al liceo classico...): signora mamma di Orny, vede che è sua figlia a farmi diventare così?
    Comunque, prendiamo appointment per le otto meno un quarto giù da lei. Giù da lei, però, sarebbe zona Piazza Amedeo. Facendo due rapidi calcoli, ci vuole circa un'oretta da casa mia. Considerato che stavo banalmente giocanto a Pleistescion (e vincendo 3-0 col Livorno... non c'entra niente, ma so fort e va sempre ribadito!), e tenuto conto che erano le cinque, tutto ciò voleva significare che entro le sei dovevo entrare in bagno, sbarbarmi e lavarmi (oooooh!) (si, però mo non esagerate con le offese!). Sono uscito di casa alle 18.40 e alle 19.35 ero sotto casa di Orny placidamente ascoltando Fiorello che imitava Mike Bongiorno. Orny scende e sale in macchina. Alché mi dice: "Lo sai che al Med (cinema a Fuorigrotta, per chi non lo sapresse) se hai qualcosa del Napoli ti fanno pagare 4 euro invece di 6,50?" Azz, e tu mo' m'o ddic? Teng o completin e Iezzo, sano sano, due borse del napoli e il cappello dell'acqua lete. Avrebbero pagato loro me per farmi vedere il film! "Vabbuò, con la tessera della Feltrinelli si paga 5 euri!"
    Che per fortuna ho anche io! E poi dicono che leggere non serve a niente... Prima di giungere al Med, mi viene voglia di Cipster. Cerchiamo un bar (ovviamente, si va allo sparagno), ma su quella caspita di via Campegna nessuno vende Cipster. Possibile che a Fuorigrotta uno non si può magnare le patatine?
    Arriviamo fuori al Med senza la magica scatola rossa, parcheggio la macchina ed entriamo. Chiedo le Cipster e la ragazza dietro il banco mi dice "Tre euro e cinquanta". Wa, m putiv almen ric'r "Ciao!" All'anm r'à sanguisuga. Orny però ribatte: "Ma sono quelle originali?" E lei: "No, sono le nostre!" Niente da fà, t'è può tenè!
    'Ripieghiamo' sugli M&M'S (formato FAMILY, quatt eur!!!) e ci avviamo nel cinema. Ci sediamo e aspettiamo con ansia il film di Carlo Verdone. Voi mi chiederete: "Com'è?" Non male, forse però non vale la pena andarselo a vedere al cinema... e manc in television!!! Scherzo, era per fare la battuta! Non è niente male, forse c'è troppa trama (come in certi pornazzi...) (ops, richiedo scusa alla mamma di Orny ma non censuro, altrimenti Orny pensa che mi trattengo troppo) (ma se mi volessi trattenere, dovrei cancellare tutto sto post) (NB: quanti congiuntivi azzeccati! Sarei uno gnurante se li sbaglierei...)
    Sono tre esipodi: il boyscout che perde la mamma, il professore di arte che va a prostitute (questa cosa mi sa di averla già vissuta, eh Ornellì?) e il mitico Ivano&Jessica che qua sono Moreno&Enza. Non vi racconto i singoli episodi, ma vi svelo il finale: Jack muore, il Titanic affonda e il colpevole è il maggiordomo. Il problema vero è: chi è qui il maggiordomo? Chi è il colpevole di sto film? Mmm, no, niente colpa: il produttore è o President. Andatevi a vedere sto film ,così ci compriamo un bell'esterno sinistro al posto di Savini e Rullo (ndr).
    Grasse risaie, al cinema, specie quando il professore di arte va da una prostituta e si fa fare un boccaglio! Ma cu tanti nomi, proprio boccaglio? Splendida la scena in cui lui dice: "E' troppo costoso, me ne vado sulla Palmiro Togliatti". A quel punto, Orny mi guarda e ride. Poi mi dice: "Cacchio, mi hai portato pure lì..."
    E che ci posso fare se prima avevo casa a Roma proprio là? E se una sera, PER PURO CASO, ci siamo passati? Tra l'altro, anche via della Bufalotta è ben frequentata. Che poi, dire che a via della Bufalotta stanno le mign..., ehm, le bal...., volevo dire prostitute, è come dire che a via Maradona sta lo stadio, a via degli Aquiloni c'è il vento e a via Vai si cammina avanti e indietro. Mah! Fantasia al potere. (Via Michele, lo so...)
    E dopo un film del genere, mi viene da pensare che sono proprio un Grande, Grosso e Co...sì simpatico! (Prima brutto e poi simpatico!) Orny, ti vi bbi! Signora, mi scusi ancora! (e pensi che ancora non mi ha visto in faccia!) (questo non è un congiuntivo!)
    March 16

    E DOPO LA MOUSSE, NA MOSS!

    Data: 14 marzo 2008. Località: VomeVo. Localo: El Pajero, ristorante greco e spagnolo. Orario di entrata: 22.15 circa. Orario di uscita: 1.30 circa.
    Ma lasciamolo lì per un momento, El Pajero, e facciamo un passo indietro. Sono le 21.30 e a casa Pilla il figlio maggiore (su che base?) sta giocanto a Pro Evolution. Il campionato procede senza intoppi, la sua Rometta veleggia al primo posto e Michele sta distruggendo il Cagliari (finirà 6-0). Al termine del match, come concordato, il brutto 25enne chiama Ornellina. "Ehi, allò che stai a fà? Che fai stase? Chè fà, l'è vè? (modus dicendi poco raffinato che sottende in realtà un altro quesito: "ci vediamo, allò?" Il Michele in questione è un tipo un po' grezzo, ndr). La suddetta Ornellina gli risponde che si trova a casa di un'amica e che insieme ad altri amici vanno a mangiare qualcosa al VomeVo. Il Michele è ignaro di cosa li aspetta, ma sa bene che con Ornellina le risate sono assicurate (rima non voluta, ndr). A ogni modo, accetta. Esce di casa e impiega circa un quarto d'ora per raggiungerli. Arrivati fuori al localo, si apprestano a entrare. E' una serata all'apparenza tranquilla, nulla lascia presagire ciò che in realtà sarebbe successo.
    Si accomodano ai tavoli e Michele legge il buffo nome sul menu. "Che cosa sarà mai questo Pajero?" domanda a Ornellina. Che gli risponde: "Semplice, un pappagallo". Niente di più opinabile. In che monte? Se quello che sta disegnato lì è un pappagallo, io sono bello, alto e antipatico! (un complimento mi spetta di diritto, ndr). Michele spinge per un pulcino, alfonso sostiene che sia un uccellino. Arriva la cameriera, un tizia acida che ricorda vagamente Jennifer Aniston, e fuga ogni dubbio: è un pulcino! Michele vs. Ornellina 1-0. Ma tanto, a fine serata arriverà la sconfitta per tutti...
    E' il momento di leggere i menu, al Pajero. Sono tutti concentrati, tutti meno Michele, che a un certo punto domanda: "Ragà ma i tacos sono frittate?" Voi vi domanderete su che basi abbia fatto sta domanda idiota. Sul menu c'è scritto: Tacos= tortillas. Più giù: Tortillas= frittata. Per la proprietà transitiva, 'o tacos al paese mio è na frittata. Ma il paese mio non è tanto normale, sicché la cameriera è pronta a smentire: "Il tacos è una pasta di sfoglia di mais ecc. ecc. ecc." (non ricordo cosa abbia detto). Sì, ma c caspit è a pasta di sfoglia di mais? Mah! Michele vs. Tacos 0-1.
    Alché, ancora provato per la brutta figura, Michele non perde occasione per ordinare anche l'amica Crema Catalana. Subito dopo si ri-rivolge a Ornellina, mostrandole una cosa che le scatena ilarità ('a fà rir'r, ndr) (che poi, detta cosi...). Sul menu c'è scritto: Tacos pil pil. Per la proprietà transitiva, il Michele Pilla avrebbe dovuto prendere quello (to take that, ndr), ma sarebbe stato troppo egocentrico. Preferisce allordunque quello con l'amico pollo. Ma non finisce qui: sul menu, infatti, Micheles si accorges di esseres un perfettos spagnolos: "Patatas frittas = patatine fritte". Wa, 'over? In che monte? Non ci possos crederes! E allora perché invece di Tacos non mi scrivi Pastas di sfoglias di mais (la S finale qui già c'era, ndr)?
    A tavola l'allegria regna sovrana, tutti sono contenti, il localo è caruccio nonostante la cameriera acida che fabrizio tenta di circuire mediante pusteggia. Le ordinazioni avvengono in un clima goliardico nonostante il tavolo affianco sia la Curva B. Arrivano le prime portate, portate da Jennifer Acidston. Qualche minuto dopo, arriva anche il Tacos e Michele capisce cos'è: una bastardata della natura. Un coso a forma di crepes dura che schizza salsa piccante sulle camicie (e spero si scriva con la I) grigie (spero altrettanto si scriva con la I) e che non vuole assolutamente saperne di lasciarsi mangiare! Michele vs. Tacos = 0-2. Ornellina intanto è intenta a mangiare la patatona ripiena. Ma comm so raffinat sti spagnol, a ffinal è na specie 'e gattò!
    Dopo aver consumato tutte le cibarie, arrivano i dolci. Ma le brutte sorprese non finiscono qui: dopo il Tacos cazzimmoso, arriva la Crema Catalana Flambé. Dopo essersi sporcato, Michele rischia il rogo. Ma la fiamma, per fortuna, svanisce quasi subito (a differenza della macchia di salsa piccante che resterà sulla camicia per un bel pezzo, ndr... Tacos di m...das!). La Crema Catalana è uno spettacolo, ma la mousse che ha preso Ornellina ancor di più: Michele vs. Ornellina 1-1. Un pareggio sostanzialmente giusto tra due persone sostanzialmente imbecilli! (Ornellì, tvb!) Sulla base di ciò, il Michele ordina pure lui la mousse.
    Ci si avvia dunque alla conclusione della serata, ma la macabra sorpresa è in agguato. E si presenta sotto forma di conto. 139 euri. Michele inizia a contare i presenti, ma si accorge subito con orrore che non sono 139, bensì otto (sette, perché Arianna in realtà non ha mangiato nullas se non le patatas frittas...) 139 diviso sette = vint' eur a test!
    Della serie, dopo la mousse, na moss!
    Locale spagnolo una cippa! Chist so proprij napulitan! Li mortaccis vostris! Di chi v'è vivos! (Per altre iastemmes in spagnolos, consultare prossimi blog)
    Dunque, mistero svelato: El Pajero in realtà non è un pappagallo, e neanche propriamente un pulcino... E' na zoccola!
    Post scriptum: un bacione a tutti i presenti. E' stata na gran bella seratas! La prossimas voltas, però, iamm'c a magnà na pizza addò Giggin 'o Suzzus a Vico Equestre.... si sparagna! :D
    March 10

    FINALMENTE E' FINITA...

    Andata! Non ci speravo più, ma è andata! Finalmente, il Sob non mi spillerà anche quest'anno i millequattrocento euro di tasse che, 'tacci loro, da sei anni a questa parte si pappava con tutta la cazzimma di questo monte!
    E la felicità non sta tanto nel pensare: "Mo so laureato", oppure: "Mami mo nun romp cchiu o sasicc perché devo studiare". Non sta neppure in alcune persone che ogni volta che mi vedevano mi chiedevano: "Hai passato Economia politica?"
    No, la felicità è quella leggerezza che cominci a sentirti addosso e pensare: "Finalmente posso fare quello che voglio, ossia viaggiare e scrivere". E' vedere gli amici e i parenti seriamente felici di tutto ciò. E soprattutto, è vedere gioire mammà e papà e sentirli orgogliosi (dopo sei anni, ma pur sempre di orgoglio si tratta!) di me. Grazie per avermi sostenuto, genitors. (Detto che l'orgoglio deriva anche un pochetto dall'aver risparmiato per quest'anno i millequattrocento euri... MA TANTO, VANNO PER LA MACCHINA NUOVA!)
     
    Grazie a tutti, infermiere (per ora) Mikey
    (e tra poco divento dottore...)
     
    March 08

    CRONACA DI UNA SERATA FOLLE

    "Michè, tu sei come la Regione". Stà frase, se non correttamente spiegata, ai più potrebbe risultare oscura (ai più, comm sì stu blog o leggesser nu sacc e gent, e complimenti per la grammata!). Ecco l'antefatto:
    "Orny, dai, cerchiamo di vederci un po' più spesso. Non facciamo passare altri cinque mesi. Guarda, io sono libero il lunedì, il mercoledì, il venerdì e il week end."
    "Allò sei come la Regione. Libero solo i giorni dispari."
    L'assist è stato servito su un piatto d'argento, non potevo non fare gol: "Orné, mi stai dicendo che sono come la Regione Campania? Na munnezza?"
    E giù entrambi due a ridere come due imbecilli, come se la parola "come" ci esautorasse (esauto-che?) dall'esserlo. Due imbecilli, intendo.
    Permettetemi di ringraziare Ornellina, che mi ha reso partecipe di una serata troppo allucinogena. Dopo circa cinque mesi che non ci vedevamo, siamo riusciti a beccarci. Ed è stata una serata pazzesca. Anzitutto, ci siamo visti che erano le sei: io scendevo dall'Uni, lei che andava a danza e le ho dato uno strappo. Un'oretta a fare due chiacchiere dopo una vita e poi so tornato a casa. Una doccia (dopo sette o otto mesi) e di nuovo per strada (che detta così...) fino al VomeVo. Presa Ornella fuori la scuola di danza, ci abbiamo messo dieci minuti per capire cosa fare. A un certo punto l'ha chiamata un amico sul telefonino e lei ha risposto: "Ciao, come stai?" con una voce da ranocchia raffreddata. Immagino cosa debba aver pensato l'amico: "Io sto bene, sì tu ca staij nguaiat!"
    La cosa mi ha fatto esplodere in una risata che ha contagiato pure Ornellina, che di punto in bianco ha riso in faccia al suo interlocutore (il suo amico, ndr). Scusatomi per la figura di niente che le ho fatto fare, abbiamo deciso di andare da Oliva al VomeVo, perché avevo voglia della crema catalana. Mo, se si sceglie una pizzeria in particolare per mangiare la crema catalana, la prossima volta andiamo in salumeria per mangiare un'impepata di cozze! Arriviamo nel localo, sperando che non si debba attendere molto. La fame è tanta e, mentre aspettiamo vicino alla cassa, ci passa vicino un cameriere con due piatti con dentro due pizze non completamente finite. Guardo Orny e le dico: "E se chiedo al cameriere di darmi i cornicioni?" Lei mi guarda e mi risponde: "Stavo per dire la stessa cosa!" Un uomo, sei un uomo!
    Finalmente ci indicano il tavolo e ci assettiamo, uno di fronte all'altro. Ma il tavolo è troppo lungo e Orny pare che stia (congiuntivo, ndr) in Lapponia, così mi sposto e mi metto a lato. Iniziamo a chiacchierare e a dire idiozie e cominciamo a ridere in modo forsennato (ridere molto, ndr). Non mi ricordo neppure tutto ciò che ci siamo detti, so solo che quando abbiamo ordinato, la crema catalana non c'era. Sigh. Però hanno portato una cheesecake davvero davvero 'O mostr. E poiché io, stupido, avevo ordinato il flan al cioccolato, Ornellina me ne ha lasciata un po'. Che cara! Poi, però, si è riabilitata ai miei occhi prendendo la mia lattina di coca cola e mentre cercava di strappare la linguetta, questa è caduta nella lattina. Mezza piena. Abbiamo iniziato a ridere e le ho chiesto: "Almeno che lettera è uscita?" "La Q!" "Azz, pur furtunat!"
    Siamo usciti dalla pizzeria ancora ridendo e siamo tornati alla macchina, quando a un certo punto Orny mi fa: "Non ridevo così tanto da quando ci siamo visti l'ultima volta". E io: "Allora dovresti riflettere un po' sulle persone che frequenti. Tradotto in italiano: Cu chi t'a faij!" E giù a ridere.
    Alché, saliti in macchina, abbiamo deciso di fare un altro giretto simpatico. Dove si va, dove non si va, Orny a un certo punto mi fa: "Ora ci manca solo che ti accosti a una vecchietta e le tocchi il sedere (culo, ndr)". Io rido, ovviamente e poi non so come esca (ancora congiuntivo!) il discorso successivo. Orny mi fa qualcosa del tipo: "Sai che non ho mai fatto un puttan tour?" Ma come, un uomo fatto e finito come te??? Decido allora di rimediare! Cerchiamo la tangenziabile, ci immettiamo e usciamo a Corso Malta. Da lì, ci dirigiamo a Gianturco, ma purtroppo è serata di magra. Posso dire di aver portato Ornellina a put.... No, niente scandalo. Tra vecchi amici si fanno, 'ste cose. Da lì, siamo andati a via Argine e ho detto a Orny: "Ora ti porto in un posto..."
    E lei, guardando le campagne, mi fa: "Un po' troppo isolato..."
    "Non essere troppo ottimista", le ribatto. ebbene sì, l'ho portata fuori al Calamandrei, for o liceo! Un po' di nostalgia ricordando i bei tempi andati e poi di nuovo su via Argine, stavolta per tornare a casa. In una serata in cui non c'è mancato nulla, ivi compreso il puttan tour, per quanto fallito, abbiamo fatto una breve capatina a Posillipo, poi giù a Marcellina sul lungomaro. Un po' di discorsi seri sulla nostra apatia, sul fatto che io il sabato ormai non esco manco se mi pagano in cinese e che pure lei si sta scocciando di tutto, quando finalmente arriviamo sotto casa sua. Qualche altra chiacchiera, poi la domanda: "Mì, mi dai l'indirizzo preciso del blog?"
    E io: "Mikeypunk, Mikey scritto solo con la K, Mi-Key, Key come chiave. E meno male che non era Keys, se no ci usciva n'altra battuta..."
    E via ancora a ridere. Fino a giungere alla fatidica frase: "Sei come la Regione"
    E io: "Comm a Region Campania, na munnezza!"
    Cronaca di una serata che ha rasentato i limiti della follia. Mi ha fatto troppo piacere trovarti così bene. E poi fidati, certe cose passano. Ci vuole un po' di tempo, ma passano. E soprattutto, ti fortificano. Io, comunque, ci sono e ci sarò sempre.
    A ogni modo, ci è mancato qualcosina. Orny, giuro che ti ci porto, da Nennella. Ma ti devi portare uno stomaco di ricambio!
     
    Ti vvi bbì!
    March 04

    LA SCENA PIU' BELLA DEL CINEMA!

    A volte ritornano. Spulciando www.michelemichele.it, è tornato in auge questo vecchio intervento che scrissi in una notte di follia insieme all'amico Mario-Netta (Perererereee). Gustatevello!
    "Domani è un altro giorno", disse Rossella O'Hara in 'Via col vento'. Una frase che è leggenda. I più, la stra-grande maggioranza, la quasi totalità della popolazione ritiene, a modo proprio anche legittimamente, che sia proprio 'Via col vento' a detenere la palma per la scena più bella e significativa della storia del cinema mondiale.

    Non solo. Ce ne sono moltissime altre che potrebbero essere considerati come le più belle. Avete presente la scena cult di "2001: odissea nello spazio", con l'osso lanciato in aria che si fa astronave? Davvero suggestiva, come solo un maestro come Kubrick poteva realizzare. E poi, non si possono non ricordare film come "Vacanze Romane", "Casablanca", "E.T."...
    Eppure, mi tocca smentire categoricamente tutto ciò. Nessuno di questi film ha raggiunto il grado di perfezione assoluta. O meglio, ci sarebbero riusciti se quest'uomo

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    non fosse mai nato. E se non fosse mai stato stirato. Ebbene sì. E' "Mamma ho perso l'aereo" che vince il premio di migliore scena filmica della storia del cinema. Grazie non all'attore Joe Pesci, che pure ha avuto un ruolo fondamentale. Il vero protagonista è 'O Pesc, al secolo Daniel Stern. Quello che viene stirato. Ve la ricordate? Il bambino solo in casa, con i due deficienti che cercano di prenderlo. Chi non vorrebbe essere rapinato da due coglie simili? E mentre Joe Pesci subisce una colata di pece (e bene) e piume in faccia, 'O pesc, inizialmente fornito di rughe, si ritrova con un ferro da stiro in fronte che gli procurerà un bel tatuaggio triangolare.
    Ecco, una scena pregna di significati. Se Rossella O'Hara avesse visto il film, avrebbe in realtà esclamato: "Domani è un'altra piega"!

    CI PROVO!

    E che ve devo dì... Io ci provo!
    March 03

    PICCOLE GIOIE DELLA VITA

    Da sportivo e signore quale sono, dirò una sola, unica, forte e appassionata parola: AFAMMOCC!
     
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    Della serie: "E dopo la Juve, l'Inter"!
    Perché è vero che non ci cambia la vita, però ogni tanto una piccola soddisfazione ci vuole pure... E sapere che abbiamo battuto l'Inter solo noi... L'amma schiattat a cap! Biscione, tèèèè! E, ultimo ma non ultimo, vi tetico anche la canzona nel blog e una bella fota!
     
     

     

    March 02

    TANTI AUGURI, INGEGNESSA!

    Dai che ce la siamo pariata. Innanzitutto, mi preme rinnovare gli augurio a Emy. Non sei stata la prima a laurearti specialisticamente, ma sei la prima che inizia a lavorare con un contratto (e vir 'e sord!) Tutto questo per dirti che ti ringraziamo già a priori per la cena che ci offrirai col primo stipendio... E non credere di cavartela con l'Edelweiss!
    A ogni modo, la festa di iersera è stata na capatona. Come promessoti, ecco qui un resoconto dettagliato. Ovviamente, dal mio punto di vista... Rileggendo attentamente la tua mail, c'è scritto: "Il locale è dotato di parcheggio. I posti ci sono ma non sono illimitati, per cui non fate gli sboroni con le auto." Poi, la parte più divertente: "L'appuntamento è alle 21.30. Spero che qualcuno lo prenda sul serio!" (Che detta così...) A ogni modo, mi organizzo per andare prima a fare un servizietto a Napoi e poi venire lì, al VomeVo. Scendo alle 20.15 perché, si sa, a Napoli il sabato sera è sempre un casino e poi, come avevi giustamente detto tu, "Cerca di non arrivare tardi altrimenti nun t magn nient!" (Sempre la solita signora, devo riconoscere...) A ogni buon conto, passo un attimo per Napoli (e non c'è nessuno per la via...) e poi prendo la Tangenziala... alle 20.45. Traffico? Ma manco a pagarlo in cinese! Stev'm io, nonna papera e pluto (si è patetanto anche lui, ndr). Ho imboccato l'uscita VomeVo alle 20.52...  E alle 20.58 ero sotto al locale. Inutile dire che, appena ho visto un posto libero sulle strisce blu, a dieci metri dal localo, mi ci sono fiondato con una frenata così brusca che per poco la signora dietro di me con la macchina non mi veniva a fare compagnia... Comunque, sono sceso per le scale e all'inizio non avevo capito un emerito nulla... La porta di ingresso del localo era chiusa e non c'erano avvisi né niente. Chiamo Emilia e le chiedo dove diavolo sia. Alché si apre una porticina piccola piccola e ne esce fuori lei. La guardo e le dico: "Wa, m par a cas 'e Alice nel paese delle meraviglie..." Avete presente quella da cui spunta il bianconiglio? Ecco.
    Emy mi accoglie con un gran sorriso e prima dice: "Marò, che freddo!" Io le guardo il vestitino (molto bello ma anche molto, molto sottile) e le dico: "E c crer, staij vestit c'a cart r'è cunfiett!" (Scherzo, con quel vestito stavi proprio bona!) Poi mi dice con aria candida da neocamionista ingegnere
    : "Stamm ij, tu, mammà, papà e Lino!" E io: "Azz, in famiglia!" E dire che non volevo far tardi per non restare digiuno... Entriamo in sala, due chiacchiere con gli Emilia's parents, dopodiché giungono i primi zii. Wa, Emy: tua zia fa tropp parià! A ogni modo, passano i minuti e aumenta il parentame, fino a che giungono anche i due fiori delle cugine con relativi accompagnatori.
    Alle 22.02 chiama Ciccio che, noncipossocrederemaèpropriocosì, era arrivato fuori al localo e stava cercando parcheggio (impresa disperata, siamo al VomeVo ed è sabato sera, ndr). Riusciranno nell'impresa nel giro di mezz'ora. Grosso modo alle 22.30 il gruppo si compatta e scendiamo nella sala giù. Il new twentythree, a dispetto del nome ('O nuov vintitrè, che a Napoli non è molto azzeccato, direi!) è un locale molto ospitale, grazioso, spazioso e con una cameriera non c'è proprio male. Tant'è che quando vado al banco per servirmi delle cibarie, ogni volta le faccio un sorriso a trentacinque denti. Mi sarò anche impressionato, ma se ogni volta mi piazzava due o tre pizzette in più rispetto agli altri un motivo ci dev'essere stato... Vabbuò, vabbuò, andiamo avanti. Quando vedo Enzo e Ciccio mi prende un coccolone: e io che pensavo di essere tra i più aliganti! Enzo è vestito con un abito scuro rigato, camicia viola e cravatta del medesimo colore. Ciccio idem con il vestito, grigio scuro, con cravatta marrone e camicia a righe... Wa, ma che è na fest 'e laurea? Sì, suppongo di sì. Io invece avevo ingegnato il pantalone grigio, una camicia grigio perla e la giacca grigia... Senza cravatta, però. Per un presidente di una squadra come le Furie Rosse, la cosa può apparire un po' così... Vedere i propri giocatori in tiro e tu un po' meno agghindato... Chiamatemi "Presidente Operaio"! A uno a uno, arrivano tutti o quasi. Mancano Lalla e Pasquale, che mi pare siano andati a Sorrento o a Salerno, ma per il resto del gruppo ci sono tutti. Arriva anche Davide con Roberta e due amici loro. Appena mi vede, mi fa: "Wa, agg vist o sit r'è Furieross! Sit tropp sciem! M facit tropp parià!" Se il buongiorno comincia dalla sera... Qualche minuto dopo, Valentina dice qualcosa che mi farà schiattare dalle risate: "Mikey, devi essere tu il primo ad aprire le danze col buffet. Qua sono tutte secche e nessuna si vuole avvicinare al bancone. Ma ij teng famm...." Come ti capisco, Vale! Detto fatto! Chi poteva inaugurare? Ci pensa zio Michele! Devo ammettere che il buffet non era niente male!
    Ma saltiamo questo argomento e passiamo alla parte danzereccia della serata: Naza, non te lo aspettavi un Mikey così scatenato, eh? Abbiamo pariato come i pazzi, specialmente quando abbiamo visto quel tizio strano coi capelli lunghi far volteggiare Emilia p tutt o local... Ma il massimo si è raggiunto quando ha portato in pista la mamma di Emilia... e don Mimmo che guardava da lontano con ferocia! Ovviamente, il tutto è stato documentato e se al tizio (che mi pare essere francese, ma molto brutto) dovesse capitare qualcosa... noi niente sappiamo! Si va verso la fase finale, con la torta, le foto e lo sciampagn! La torta era davvero na meraviglia: panna e fragola fanno sempre il loro effetto!
    E così, ci siamo avviati stancamente alla fine della serata, con Davide che continuava a ripetere "Michel è ikkiò" e Michele che rispondeva: "Davide è o cess!" A ogni modo, si è proceduto con la distribuzione dei regali, con Emy che aveva difficoltà a leggere il papiello di auguri. E da lunedì, la nostra adorata inizierà la sua carriera all'Ansaldo. Una carriera che siamo sicuri sarà costellata di successi. Primo, perché lo merita. Secondo, perché come ha detto qualcuno "è una dei pochi ingegneri che si è laureato e ha ancora i capelli in testa!"
    Rinnovandoti i complimenti per questo tuo primo, piccolo ma grande passo, ci teniamo a ricordarti quella famosa cenetta col primo stipendio... (e non te ne uscire col primo pub che passa il convento!)