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    May 30

    E dopo sette mesi ritorno a dire caxxate... anche qui! :D

    Riecchice! So passati sette mesi... Sto post assumerà le fattezze de "Le mie memorie", o ssacc già... A ogni modA, era na vita che non scrivevo e, poiché DAVVERO non ho alcuché da fante, ma davvero davvero (per chi non ci credesse) (e non sono poi così tanti, ndr) (e menu mal ca mammà e papà nunn o guard'n, o blog), mi so deciso a rimettere mano (e non penZate a Bene) (con la B di Palermo, benpensanti). Già, so benissimo che qualcuno di voi ora dirà: mano noooo! Eh, ma ogni tanto ci vuole! Ora che avete capito anche la mia situazione sentimental... ehm, la situazione di abbandono del blog, possiamo cominciare. Già, mi rendo conto che dire COMINCIARE aropp quatt rig vuol dire che non sarà proprio proprio un intervento breve...
    Sette mesi, mille mila novità! Anzitutto, a cosa cchiu important... agg pigliat l'aereo! Già, per la prima volta in vita mia so stato con la testa tra le nuvole ANCHE in realtate. Ed è stata n'esperienza meraviglievole! Di questo, devo dire grazie a RicciAntò, che è andato a suonare a London City, e a Milfhunter-Max, che mi ha scortato. E' stato il viaggio più esaltante (ovviamente, dopo tutti quelli a Montaguto, l'esperienza più mistica che ci possa essere nella vita di ciascuno). Londra è fantasticosa. Potrete leggerne il diario di viaggio su Facebook! A tal proposito, il prossimo post sarà dedicato alla battaglia tra Blog di Msn e Facebook! Vedremo che cosa ne uscità fuori (na strunzat, ovviament, ma fingiamo che siano cose serge!) Mille mila novità, si dicevo. Già, perché in questi sette mesi ho conosciuto una persona meraviglievole, una dolce zietta che non solo mi ha aiutato a terminare il mio primo romanzolo, ma mi ha fatto capire cose della vita (tipo, che sono un imbecille senza possibilità di guarigiona...) (già, so bene che alcuni di voi, ora, si staranno chiedendo: "Ma pecché, nun t l'eva itt pur ij?") (grazie, eh???). Della dolce zietta parlerò a tempo debito...
    A proposito del romanzolo, vi ricordo che uscirà nel periodo natalizio... IO vi inviterò alla presentazione e VOI lo comprerete, ovviamente dietro dedica personalizzata! :D Noooo, non è affatto un messaggino sublimi(A)nale! E' solo un CONSIGLIO!
    Dedicherò un post anche al libro... Intanto, tra partite di pallone e NON uscite, so passati sette mesi... Sette mesi permeati (vist? m'agg mparat pur o ttalian, nel frattempo!) di tante cose. Amicizia su tutti. Voglio salutare gli amici, i veri amici, quelli sui quali sai di poter contare. Quelli che non è un'uscita in più o una in meno che rovina tutto. Quelli che non è che si è amici solo se ci si vede. Quelli che ti fanno un favore non per essere ricambiati. Grazie per essere i perni (no, nunn'è na mala parola) della mia vite! (E questa è bellerrima, lo riconosco da me).
    Siccome so passati sette mesi ed è difficile avere un filo conduttore (in tempi di crisi, anche i fili conduttori vengono licenziati) andrò a braccio (che non è la stessa cosa di "rimetto mano", ndr) (oh, vi siete fissati, eh?). Ieri so andato alla presentazione del libro di un mio prof di liceo (La Ragione, per chi lo conosca) (e anche per chi non lo conosca, nunn è ca cagn o nomm) ed ero in compagnia di Rossy, amica di Andrecchia (cui dedicherò un post, tranquilli!). Ebbene, si parlava di matrimonio (no, non tra me e lei, in generale!). A un certo punto ho detto una cosa sergia (non ci eravate più abituati, eh?). Ebbene, le ho detto: "Secondo te perché degli amici, di quelli veri, quelli che continueranno a vita a far parte della tua vita... perché di loro non ti stancherai mai? Risolvi sto quesito e risolverai il problema del matrimonio".
    Ebbene, io ci so arrivato dopo lungo tempo. "Quando riesci a trasformare i difetti in pregi, hai svelato l'arcagno". E via a raccontare episodi idioti che mi capitano con Recchia, con Cari, con Andrecchia, con Ciccio, con Mike... Ridere dei difetti è una delle chiavi di volta... Rossella mi guardava come a dire: "Azz, nonostante sta faccia e sti vestiti, sembri quasi na persona seria..." No, Ross, nun t'impressionà! E comunque, applausi per la scelta della fella di pizza! :D
    Bast! So stato serio per più di cinque righe e così non va. Beh, chiudo questo ritorno al blog con un'info di servizio: LUNEDI, ORE 20, A CERCOLA SI GIOCA UNA PARTITA DI BENEFICENZA A FAVORE DEI MALATI DI SLA, LA MALATTIA CHE COLPISCE SPECIALMENTE EX CALCIATORI. EBBENE, CI SARANNO I CALCIATORI DEL NAPOLI IN RAPPRESENTANZA, DONADONI IN CAMPO, REJA IN PANCHINA E MARINO ARBITRO. PRESENZIERANNO TANTI VIP DI CALCIO E SPETTACOLO. COSTO BIGLIETTO: 10 EURO. AH, QUASI DIMENTICAVO... GIOCHERO' ANCH'IO! :D :D :D Accorretemelo tutti!!!
    October 09

    La Carfagna in tivvù e la spigola che non la digerisce...

    Ed ecco che, dopo un bel pezzo, riprendo col mio blog di Msn. Argomento del giorno, la ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. Quanti di voi hanno visto la puntata di Matrix iersera? Io devo ringraziare mia sorella: se non fosse stata al computer, mi ci sarei fiondato io, perdendomi una delle puntate più belle del programma di Mentana.
    Orsù, iniziamo questo viaggio. Arrivo a casa alle dieci, sul tavolo un piatto con la spigola e una fetta di pane. Accendo la tivvù (ODIO la tivvù, ma l'accendo lo stesso...) e mi esce il faccione dell'Enrico nazionale. Poi, spunta lei. Bella, bellissima, spettacolare. "Voi credete che le donne vadano avanti solo per la bellezza?" Ecco, la spigola dal piatto comincia a dare i primi segni di squilibrio. "Ma chi 'a fa parlà, a questa?", mi domanda. Io, per tutta risposta, continuo a mangiarmela. E intanto penso... "Se qua le donne vanno avanti solo per la bellezza, spero che sia il contrario per noi uomini: altrimenti, resto disoccupato..."
    Domanda di big Enrico: "La sua bellezza è sotto gli occhi di tutti. Ritiene che avrebbe fatto la ministro anche se fosse stata più bruttina?" Ecco che la spigola esulta: "Tié!". La guardo, un po' stranito, e proseguo a ingurgitarla.
    "Ma la bellezza non è una colpa", risponde la ministro. "Ma tu si tutta scem!", le fa eco la spigola, che intanto sta diminuendo di volume e consistenza... Oh, dopo un panino hamburger e patatine, la spigola è l'ideale per ripulirsi lo stomaco! A ogni modo, penso: "Già, la bellezza non è una colpa..." La spigola mi guarda e mi fa: "No, infatti. Quello è un merito, ormai. Nun t scurdà 'e Daniele Interrato..."
    Spigola mia, spigola bella: che cosa mi hai fatto ricordare! Il Daniele Interrato che dopo la De Filippica (detta così perché parla una continuazione) è diventato giornalaio! (Sì, ormai io il mio mestiere lo chiamo così... e non solo perché si guadagna poco...)
    Non contenta, la Mara per le pari opportunità rincara la dose: ha proprio deciso che la mia spigola deve andare a letto nervosa! "In questo paese, si pensa più a quello che una persona è o è stata e non piuttosto a ciò che potrebbe fare per il suo paese!" E mobbasta veramente però, ulula la spigola! "E allora, voglio fare il ministro per l'ambiente! Meno pesci per tutti!"
    Già, cara spigola. Mi sa che non hai tutti i torti... "Miché, ma guardala: c'ha gli occhi di triglia (con tutto il rispetto per mia cugina), parla come un libro stampato (pur non avendo io mai letto un libro stampato) ed è magra come un grissino (e mio cugino tonno non la vedrebbe tanto di buon occhio!) E comunque, se non dovessimo pensare a ciò che una persona è, allora diamo tutto il potere in mano ai manigoldi... Ops, scusa, Mikey! Dimenticavo che in Italia funziona già così..."
    "Spigola, la smetti? Fammi continuare a sentire...", le dico, mentre dalla tivvù Mentana continua a spigolarla, ops, a punzecchiarla (mo non fare la permalosa!). Enricone proseguita rimembrando il passato della Carfagna: "Le sue foto continuano a fare il giro su internet..."
    "Già, ma c'è molto maschilismo in questo. Da quando è diventato governatore, nessuno ha più messo in giro le foto di Schwarzenegger..."
    "Già, ma in Italia abbiamo il ministro Alfano, peraltro suo coetaneo. Lui le foto non le ha mai fatte... e comunque non avrebbe avuto il suo successo!" Dal piatto, standing ovation della spigola per Mentana.
    "Vero, ma comunque non credo di aver reso un cattivo servizio a tutti coloro che le hanno guardate...", replica lei.
    "Verissimo: concordo, guardarle non è tempo perso!", replica Enricone. Standing ovation da parte mia!
    Poi, la poesia di Mara: "Mi batterò perché in Italia le donne non siano soltanto giudicate per il contenitore ma per il contenuto..."
    Alché, la spigola inizia a dimenarsi anche dal mio stomaco: "A parte che il termine 'Mi batterò' di questi tempi, proprio tu, dovresti evitare di pronunciarlo... Ma poi, mi chiedo: CHI ha cominciato come velina? Vallettina? Subrettina? Sì, insomma, quelle cose lì... Tra l'altro, poi, con Mengacci e Magalli... Vabbuò che con Silvio non è che stai messa meglio... sempre di uno show si tratta..."
    "Spigola, per favore", replico io. "Voglio finire di ascoltarla, dai. Diamole un'opportunità..."
    La cosa più bella giunge verso la fine: "Candidarmi per la presidenza della Regione Campania? Lo farei, ma per ora penso di no. Ci sono delle dinamiche più complesse del governo centrale, ho ancora molto da imparare..."
    La spigola, allora, non si trattiene più e scatta l'applauso (che poi, mi deve ancora spiegare come diavolo ha fatto... Come si applaude con le pinne?)
    Morale della spigola: "Io sarò anche stata mangiata da te, ma tu si governat r'a Carfagna..."
    June 19

    Nennella, la nonna di Cicciolina e la melenzana che scompare...

    Esistono storie che non esistono. Oppure, storie di vita vere vissute per finta. Con questo andazzo (i benpensanti qui abbozzeranno un sorriso, ndr), mi appresto a raccontare un esipodio della mia vita che mi ha segnato (pur essendo io un masto portiere). Nennella, un sabato sera qualunque. Detto che da Nennella, i sabati sera non sono mai qualunqui. Nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto. (Ok, la smetto di parlare difficile. Ripeto la frase: nulla lasciava presagire ciò che sarebbe successo!) (E' ancora difficile da capire? Rewind: Niente lasciava presagire ciò che sarebbe capitato). Vabbuò, diciamo ca nun sapevem chell ca stev p succed'r! A ogni modo, siamo in quattro, io Recchia Lauré e Carmen (senza virgole). Nennella è la trattoria più massiccia del monte, dove se parli italiano non solo ti sfottono per tre mesi, ma ti sputano pure nel piatto. Se vuoi che ti ascoltano (inizio a sgravarmi di un po' di congiuntivi), devi pallare terra terra. Del tipo, ci sta il cameriere che si chiama Calaiò (e suppongo perché tiene i ticc all'occhio), che se la intende con Ciro (e prima o poi mi deciderò a mettere su Youtube il video in cui si incaprettano). Vero, forse l'avessa mett'r ngopp a Youporn... Come? Non sapete cos'è? Ja, non fate i modesti...il vostro polso vi richiama alla verità! A ogni modo, questo è Nennella, un posto dove appena arrivi ti sbattono le posate sul tavolo e se ti metti paura, ti pigliano per il cu...lo tutto il tempo. Un posto dove il cameriere si siede al tuo tavolo e si magna la robba che tieni nel piatto. Un posto dove arriva il cuoco e racconta barzellette talmente parianti ca t'è mantenè a panz p dieci minuti. E poi si magna na meraviglia. Ora, finita la pubbblicità a Nennella, racconto l'episodio in questione.
    A un certo punto, pasqualino, il ragazzo-cameriere, porta alla signora seduta dietro di noi il cestino della frutta. Detto che la signora dietro di noi m parev a nonn 'e Cicciolina... Alché, questa prende una banana e, con una sobrietas tale da non farsi accorgere da nessuno, urla alzandosi in piedi: "Weeeee, e c'aggia fà cu sta cosa moscij???" Tutta la sala è in delirio. Volano applausi a destra e a manca e a c'è (chest è difficile, chi la capisce ha tutta la mia stiva) (chest è ancor pegg... Bella battello, dite la veritate... Veritate, gente, veritate...)
    Alché, pur non avendo letto queste mie battone, Pasqualino si dirige in cucina e torna dopo cinque minuti con una melenzana grossa quanto il braccio di Rocco Siffredi (il terzo braccio!) E, con aria soddisfatta, guarda la nonna di Cicciolina e le fa: "Oiccann, signò. Addivertiteve cu chest!"
    Ombre sulla serata: non abbiamo avuto più notizie della melenzana, improvvisamente sparita agli occhi dei più... Dov'è finita? Mistero! In compenso, però, illuminante il volto della signora, sul cui viso è apparso un sorriso radioso...
    June 18

    DOPO IL BISCOTTO MANCATO, UN BEL PAN DI SPAGNA!

    Devo ammettere che mi ero sbagliato di grosso... Van Basten, ti sì che sai campare! E da oggi, pane e tulipani per tutti...
     
     
     
    Perché in fondo, certe cose non hanno prezzo... 

     

    Gli è piaciuto sfruculiarci la mazzarella di San Giuseppe, ai romeni...

    A ogni modo... ciao a voi! Buon ritorno in Transilvania!

    E dopo aver temuto il biscotto, facciamoci un bel Pan di Spagna...

     

    E qua un grande AFAMMOCC non ce lo leva nessuno...

    June 17

    SPERIAMO DI NO...

     biscottone1

    Che vi devo dì, tocchiamo ferro...

    June 15

    VIA GLI ORIUNDI DALLA NAZIONABBILE!

    E dopo l'intervento sergio, ora ripassiamo alle str...onzate! In questi giorni, come tutti ben saprete, si stanno disputando gli Europei. Chi più, chi meno, seguirete tutti almeno le prestazioni della nostra amata nazionale di calcio. Quest'Italia che si prepara a giocarsi tutto nella sfida con la Francia, un dentro-o-fuori da brividi. Sempreché tra Olanda e Romania non venga fuori il cosiddetto "biscotto" (no, giuro che non l'ho messo io questo termino). A ogni modo, quale che sarà l'esito di tutto ciò, volevo focalizzare la mia attenzione su un altro aspetto.
    Non si tratta né di razzismo, né di xenofobia, né tantomeno di odio verso i colori bianconeri: però non è manco giusto che nella nazionale dell'Italia ci sia uno straniero. Non è per cattiveria: io gli oriundi non li ammetto. Se tu non parli italiano, non giochi con la nazionale italiana. Io la penso così, poi voi liberissimi di esprimervi in maniera diversa. Penso che sappiate tutti che in nazionale gioca uno straniero, uno che non conosce l'italiano e che non conosce l'inno. Ebbene, non dovrebbe indossare la maglia azzurra. E non lo dico sol perché in campionato gioca con una maglia bianconera... Di chi sto parlando? Dai, lo avrete capito tutti!
    Di Antonio Di Natale! Come? E' italiano? Sul serio? E allò date un occhio a sto video...
      

     

    Come? Non è bianconero? Ma sì, gioca con l'Udinese. Che tra l'altro è una delle squadre col maggior numero di stranieri: ghanesi, egiziani, etiopi, croati... Ma lui li batte tutti! E se si pensa che fa coppia con Floro Flores...

    Scherzo, Tonì! Si semp o megl! E facci passare il turno!!!

    June 14

    VIBRATORE IMPAZZITO... E PO' SO IO IL MANIACO?

    "Tu sei un porco!" Ormai non le conto più le volte che mi è stata riferito questo epiteto. Eppure, sembra che ci sia in atto una gara per stabilire che ci sia sempre qualcuno peggio di me (scusate la grammata, l'insolaziona di ieri mi ha fatto male al neurone...). Il mitico LiberoNews, che giorno dopo giorno si impegna sempre più affinché noi comuni mortali siamo messi al corrente delle novità dal monte (si, dal monte! Non c'è definizione migliore), stamane ha offerto uno spunto in più. Qui siamo oltre. Siamo nel campo del "è vero ma non ci credo". E grazie a Lauré, sono entrato nel magico mondo dei vibratori impazziti. Leggete un po' qua...
     
    karina cascella"Conoscete Karina Cascella? Se siete fans di Uomini e donne forse sì visto che fa l’opinionista in trasmissione. Il gossip che la riguarda è succoso. Sembra che la ragazza sia finita all’ospedale per colpa di un… vibratore incastrato.

    Lei ed il fidanzato Sasà Angelucci sono dovuti correre al pronto soccorso perché il simpaticone stava talmente bene dove l’avevano inserito che… non voleva più uscire. Il medico però avrebbe anche riscontrato alcuni segni di frustate sul bel corpicino della Cascella. Sessioni sadomaso?"

    Il prossimo che si azzarda a dirmi che sono un porco, lo sucuto! A proposito: che fine avrà fatto il mattarello delle pizze? Qua a casa non si trova più...

    June 05

    E IL MIO EGO VOLA SU, NELL'ALTO, VERSO L'INFINITO

    Adesso il mio ego si trasferisce direttamente dalla signora al quarto piano... Detto che abito in una villetta monopiano (villetta 'na cippa, mo non vi penzate che ci sia il ciardino e la piscina...): il mio ego sapete che fa? Costruisce un palazzo di tre piani e si trasferisce dalla signora al quarto! A ogni modo, ecco un bel post di Linda, che mi ringrazia del bigliettino che le ho scritto! Che le ho scritto? Ma è un segreto, of course...
     
     
    "Per un miky..un po' matto!
    Ciao amico.. giornalista o girnalaio?...nn so trovare la differenza!!! scherzoooo :-) tu sei il mio amiketto scrittore
    e questo mi basta!!!
    Prima di tutto sembra banale, ma volevo dirti grazie per il regalo.. e' carinissimo ,pratico ed e' una cosa che mi piace da morire..perchè adoro viaggiare!! La userò da subito ;-)
    Ma grazie soprattutto per il biglietto e' stupendo!!!!
    Solo una persona particolare  (in senso buono)come te poteva scriverlo...perchè riesci anche a distanza a creare un filo ,una sorta di legame invisibile tra noi.
    Abbiamo pariato insieme e ci siamo aiutati in momenti difficili, sia con lo studio che con il resto!
    Mi hai sorbito nei momenti di sclero con la st...za! ( tu sai a chi mii riferisco!).
    Ci siamo pariati addosso come dei pazzi..e ne abbiamo prodotte di cazzate!
    Sono contenta che le cose ti vadano alla grande perchè te lo meriti... su  serio!
    Un consiglio miki.. nn cambiare mai ,mai ,mai vai bene cosi e chi ti dice il contrario nn ha capito nulla di te!
    Sono orgogliosa di avere un amico sul quale so di poter sempre contare....
    Ora pero' basta smancerie e attacchiamo con i difetti:
    allora...
    No scherzo i difetti ( se ci sono)li lascio agli altri, io di te prendo solo i pregi che sono una bella manciata..
     
    p.s
    ti aspetto per un bel pranzo a casa la prox settimana!
     
    Avrei potuto scriverti quese cose su un biglietto o dirtele in privato..ma volevo che tutti sapessero la bella persona che sei!!!
    kiss miky e alla prox avventura!!"
     
     
    E il mio ego vola su, in alto, verso l'infinito... Tvb pure io, amica mia! Alla prossima avventura!
    May 11

    Ringraziamenti post-lauream (e sacc pur o frances!)

    1 settembre 2001. Mi ricordo ancora la telefonata di mia cugina: “Miché, scetati! Entro mezzogiorno chiudono le iscrizioni!” Erano appena appena le 7.30 di mattina ma, se l’adorata Titty non mi avesse tirato giù dal letto, a quest’ora non sarei qui. Fa niente che quella mattina non ero proprio di questo avviso… Andammo in banca a pagare 990 mila lire e poi di corsa al Corso (Vittorio Emanuele). Tiemp bell ‘e na vota, quando ero ancora un guagliunciello!

    Adunque, la mia cara cuginetta Titty è la prima persona che ringrazio pubblicamente (nun t’ l’aspettav, eh?). La mia avventura al Sob (all’inizio era davvero un acronimo di Suor Orsola Benincasa, poi è diventato un’onomatopea!) (ma quant’è acculturato questo ragazzo!) inizia dunque nel lontano 2001. Sono stati sei anni bellissimi, durante i quali ho incontrato le persone più disparate: qualcuna di esse è uscita definitivamente dalla mia vita, la maggior parte invece c’è rimasta. Persone con cui abbiamo condiviso corsi (eh sì, all’inizio non solo seguivo, ma pigliavo pure appunti!), tirocini, esami. Abbiamo spartito (volevo dire condiviso, ma l’ho già detto poco fa, ndr) emozioni, paure, gioie e delusioni, abbiamo riso, siamo stati seri (ma non troppo), abbiamo bevuto e abbiamo mangiato (soprattutto quello, direi!). I momenti più belli li abbiamo passati il primo anno a Santa Chiara (quanti filoni, pure all’università) (chi nasce tondo non muore quadro). Poi, dal secondo anno, siamo tornati alla sede centrale e là è stata na botta in fronte. Eppure, non dimenticherò mai i mitici pranzi sul terrazzo, magari prendendo il sole o giocando a pallone.

    Innanzitutto, è doveroso un ringraziamento alla dottoressa Linda Di Lieto, che durante l’esame di Sociologia della Comunicazione, il 18 giugno 2004, mi chiese espressamente di fare la tesi con lei. Bellissimo il suo commento a fine esame: “Si vede che non hai studiato molto, ma nonostante tutto sei stato capace di un’ottima esposizione!” Come darle torto? Quattro giorni di studio per un ventisette mi fanno sentire un mito! Ma ne ho combinate anche di peggiori! Ila, te lo ricordi?

    Un grazie anche al prof. Mario Morcellini, senza il quale non mi sarei mai innamorato di questa materia e questa tesi non sarebbe mai nata.

    E un grazie sentito anche al prof. Davide Borrelli, sempre a disposizione!

    Di tutte le persone che sono apparse nella mia vita, desidero qua ringraziare pubblicamente, in rigoroso ordine alfabetico (per cognomi, che però non scriverò), i miei preferiti, quelli con cui ancora ci vediamo nonostante quest’avventura si sia conclusa: Nicky, Maggie, Francesco e Sara. E tra queste, annovero anche Sop, con cui oltre ai sei anni di uni ne ho condiviso cinque di liceo… nun t support chiù! E poi devi ancora scontare il fatto della collanina di dieci anni fa, rimembri?

    A ogni modo, siete una delle poche cose di cui ringrazio il Sob! Un grazie anche ad Alfredo e Rossy e alle mitiche Chiara ed Emilia! Ringrazio il Sob per avervi incontrato! E mando un bacione anche ad Annamaria Iodice. Grazie anche al mitico Umberto: le tue frasine su Msn sono qualcosa di meraviglioso. Tu sì che sei un geniaccio! Un bacione anche alle girl (e v’agg trattat!) del corso di inglese: Lidia, Simona, Katia e la mitica e splendida Sara di Amalfi, che mi ha promesso di farmi una foto e si degnerà di farsene una con me! Però poi c’amma spusà, Saré… Anche se il tizio nella foto (mia) non sarà tanto d’accordo!

    E poi c’è Marianna, incontrata per caso al corso di Economia Politica, che però ha passato l’esame prima di me e dunque si è laureata prima di me. E insiste a farmi fare la specialistica al Sob… Mari, vuoi un motivo per cui non verrò mai? Te ne posso dare 1.400 (che al cambio sono due milioni e ottocentomila…). Un bacione anche a Enrica, del tirocinio Radio Days. Grazie, Enry: mi ha fatto troppo piacere vederti!

    Ringrazio il mitico Ricky Martin, perché mi ha permesso di farmi laureare (e chiedo venia se ogni tanto non rispetto la grammata, ma tanto ora che so dottore me lo posso permettermelo!), anche se vorrei sapere di chi è stata la mano santa dal cielo! Intanto, so di chi è stata la mano santa qua sulla terra: una sola parola, grazie Linda! E grazie a soreta Vera e a tua mami e a tuo papi (a proposito, salderò presto il conto! Ora che mi so laureato posso trovarmi un lavoro!)

    Un grazie ai miei mitichi amichi di squola (per la grammata, ripassare please!). Elencarli tutti sarebbe troppo faticoso, motivopercui lo faccio, ancora in ordine alfabetico: Valentina (ce l’ho fatta, visto? Chi va piano… E anche se non eri nella cartella ‘amici’ di Maria de Pilla, ti voglio bene lo stesso), Emy (allegherò una boa a sta tesi!), Roby (e mo pozz purtà o trerrot!), Lauretta (che in quanto Laura si laureerà per ultima ma fidati, se l’hanno data a me… Non pensare a bene! La Laurea!), Nunzia, Claclà, Davide, Stefy, Sery ed Emilio. E un bacione anche al mitico PowerEnz, che non farà più parte delle Furie Rosse per un po' per impegni, ma che sta semp int'o cor mij. Come tutti gli altri componenti della squadra: GrimalDario, Nazarius, Amedeo, Puma Ariano, Fra Boccia, Donato e tutti coloro che ne hanno fatto e ne faranno parte!

    Permettetemi poi di mandare un bacio alla mia terra, la mia adorata Montaguto, grazie alla quale alcune persone sono entrate nella mia vita e nel mio cuore e non ne usciranno più. Il mitico trio Mi-Dra-Max è la dimostrazione che anche in situazioni difficili si può fare molto. Di questo, io sono la Mi (come diavolo avete fatto a indovinare?): un grazie di cuore a Drastiko-Antonio e a Maxim-Massimo. Montaguto.com è troppo una capata! Un bacione anche a Sasi&Ale (tre, tre, tre!), a Fabri (Kinder GRAN sorpresa), ad Angi e il suo piccolino che tra poco vedrà la luce (e alla dolce Terry!) e ad Ale di Max. Uno in particolare lo mando a Ila, e non potrei non farlo, e alla sua miticissima family: Lello, Cristina e Antonio, siete la mia terza famiglia! E non vedo l’ora di tornare a Manfre! Antò, ci aspettano PROprio tantissime partite.

    Un saluto agli amici della Pro Loco, Ilde, Mirko, Barbara, Massimo, Vito e Carmine: st’estate ci divertiremo! E un bacio speciale va a Rosy, persona che ho conosciuto da poco ma che è incredibilmente tenace e meravigliosamente folle! Quasi come me! E un bacio a Robertina da Nola che, nonostante brutta quasi quanto me, e nonostante rompiscatole, ogni tanto si fa voler bene!

    In coda, le persone cui più ritengo di aver rotto le scatole: c’è il mitico Modugnone, al secolo Frank Modugno, che nonostante qualche volta mi chiami “Samenta”, è stato uno di quelli che hanno creduto fortemente in me! Se sono diventato “giornalaio” è anche merito suo! Così come per questo ringrazio anche Liberato Ferrara, mio primo direttore, e Sergio Curcio, che mi ha “immesso” in questo mondo! E un grazie anche a Gianlucone Monti, che è sempre un maestro e so bene quanta fiducia abbia in me (per quale motivo, però, non l’ho ancora capito…! :D )

    Un salutone al mio mitico compagno di viaggi al San Paolo, Antonio “Cassano” Perillo, che sta diventando anch’egli un bravo edicolante…

    Un bacione alle mitiche Giovanna Foxy ed Elativ Alessia (Liveable). Due autentiche miniere d’oro! Non dimenticherò mai gli Air-sara e le mitiche “Wa, Miké!”. Stat tutt’e ddoij int’o cor mij, una delle due in particolare! Nonostante tutto! Vvb!

    Poi c’è Ornellina, che conosco da “solo” quasi due anni ma che ha scalato in fretta le posizioni più elevate (che detta così…) (un riferimento da ‘solito, vecchio porco’ dovevo pur farlo, mo non è che so dottore e divengo serio!). Non sei una ragazza, sei una miniera d’oro (potevo dire ‘un uomo’, ma mi sono trattenuto!). E ringrazio il CorMezz che mi ti ha fatto incontrare! Non sembra, ma tira paccheri che è una meraviglia! Anche se non li ho ancora provati… Però è troppo bello litigarvici. E devo ringraziare sta’ laurea per… sai tu cosa!!!

    Poi c’è Deliuccia (‘povera Deliuccia’): ma sai che ho iniziato a studiare Economia proprio con te? Non dico che mi hai riportato sulla retta via, non ci riuscirebbe nemmeno il Papa, ma quasi! Deliù, grazie di cuore. Tu sai per cosa. A volte le parole sono superflue (non servono, ndr).

    E grazie a Deliuccia, ho conosciuto pure Fi&Angelo, un nome da pronunciare tutto d’un fiato. Siete spettacolari!

    E poi, capitolo fratelli: Carisio è il primo, venuto directly da Foggia. Sei brutto, ma siccome abbiamo lo stesso problema ti voglio bene lo stesso. Un bacione anche ai tuoi e a soreta: come fanno a sopportarmi ogni volta? E sono contento che Debby ora faccia parte della famiglia! Ma come cavolo fa a stare con te? Della serie, l’aspetto fisico non è tutto nella vita! Con la faccia che ti ritrovi…

    Poi c’è Ciccio: un compagno di scuola? Neanche per sogno! Un amico? Nemmeno! Un fratello! Il mio fratello dottore! Colui che s’è laureato compiendo un piccolo miracolo! E forse è anche per quello che ha fatto lui che mi so sforzato così tanto nell’ultimo pentamestre (cinque mesi, ndr).

    Un grazie a Mike, che da Palmanova è sceso qui per un week end solo per vedermi in giacca e cravatta! Quante ne abbiamo passate, dai tempi della palestra. Finalmente, c’amma sistemati, Mike! Io dottore e tu effettivo: e che vulimm ‘e chiu r’à vita?

    Un grazie al mitico Andy che, nonostante sia andato a via Chiaia a prendere i biglietti per la Carpino, è in partenza per Londra. Ah, no, non più: ci avvisano dalla regiNa che andare a Londra è inutile. Ma si semp o stess? Sei più recchia di Carlo (e mica perché so dottore non dico la verità?). E un bacio anche a Marzietta, che nonostante rompa il… Andrea, ‘a vogl tropp ben! Grande, MarZia Wanda!

    Ultimo, ma non ultimo (sebbene anch’egli brutto): il mitico Mario-Netta, per gli amici Paco. Sfottooooo. Sei riuscito a prendere ‘il pezzo di carta’ prima di me, ma non credere che per questo troverai un lavoro. Finché non ci interchattano, non potremo esprimere al meglio la nostra creatiNità. E siccome siamo superiori alla (scuola) media… Tesi a confronto: la mia 230 pagine, la tua 31… Io, sei pagine di ringraziamenti, tu non li hai fatti… Io, mille persone al seguito, tu una quindicina… Niente da dire, viva la sobrietàs! E grazie anche ai tuoi: Enzo, appena mi trovo un lavoro, metto la mia quota per Sky! A proposito… a sogliola nun m piac! (Smile)

    Capitolo famiglia. Un grazie mille a tutti i miei cugini e ai miei zii che compongono la mia meravigliosa famiglia da parte di mia mami(non li ho contati tutti, ma dovremmo essere più di sessanta). E altrettanto faccio con zuii e cugini da parte di papi! E mando mille mila bacini a Robertino (che nella vita diventerà come me, anche se nessuno glielo augura!) e a Livietta, ultimi arrivati ma primi nel mio cuore! Vi adoro!

    Un grazie al mitico Nonno Peppe, che quattro giorni fa è arrivato a quota 92 anni e non solo guida ancora, ma ancora ancora i cuori delle donzelle! O nò, finalmente mo sì che so diventato “Omm buon!”

    Momento di serietà (non vi ci abituate): un bacione a nonna Concetta, nonno Michele e nonna Esther, zia Anna, zia Silvana, zio Ernesto e zio Ciro e il mitico don Antonio, con cui ho condiviso momenti splendidi… su un campo di pallone! Non sono più tra noi ma sono sempre con me. Vi tengo nel cuore, da lì nessuno vi può portare via! Ed è bello chiacchierare con voi tutte le sere!

    Ma i veri fautori (come parlo forbito, eh?) di tutto questo sono due splendidi sessantenni (fa effetto, vero?) che, nel lontano febbraio del 1982 decisero di creare un piccolo capolavoro. Che poi si è perso per la via, ma questo è un altro discorso! Un meraviglioso abbraccio a mammà e papà: ogni lacrima di commozione versata da loro è una goccia di gioia che mi allaga di felicità! A dire il vero, anche loro avranno qualche motivo per ringraziarmi di essermi laureato ora: diciamo che ne hanno 1.400... (due milioni e ottocentomila al cambio, come sopra!). Ma tant, ‘e mettimm p’a machina nov!

    E dico grazie anche a quella scombinata di mia sorella, che nonostante tutto la vita non me l’ha rovinata, anzi! M’a fatt pur a traduzion! Anche se non esisti in realtà, ti voglio bene lo stesso. Ma non prendere per oro colato tutto questo, capisci che sono esigenze dettate dal momento. Se non lo scrivevo, mammà e papà me lo avrebbero rinfacciato! Scherzo, a scè! Ti vi bi!

    Infine, ringrazio la mitica Suor Orsola: secondo me c’è il suo zampino se qua sono riuscito a compiere 33 furti senza che nessuno sospettasse nulla. Se l’esame per cui ho studiato di più è stato Semiotica (1300 pagine in 7 giorni, voto: 27) c’è qualcosa che non va. Se durante la seduta i prof. dicono: Pilla, lei è agli arresti per tentata rapina e arrestano anche voi per complicità, ora sapete qual è la motivazione dell’accusa.

    Proprio per questo, chi ha qualcosa da dire, accusi ora o tacci per sempre…

    May 10

    Seduta di laurea - Parte uno: al Sob!

    Finalmente è finita! Dopo sei anni, si conclude la mia meravigliosa esperienza al Suor Orsola Benincasa. Punti di vista, direbbe qualcuno. Ad esempio, il tesoriere del Sob, che appena mi ha visto in giacca e cravatta ha capito che facevo sul serio. Mi stavo davvero per laureare. Alché, si è fatto rapidamente due conti: "No, non ci lasciare!", ha esclamato vedendo svanire gli ormai consueti 1400 euri annui. Manonpensoproprio! Già dovrebbero erigermi un monumento, o quantomeno dedicarmi il maxischerNo che sta nell'atrio. Mi accontento anche della segreteria. Segreteria "M.Pilla": non suona bene? No, non il citofono... Vabbé, lasciamm stà. A ogni modo, è finita! Mi hanno regalato (ma non penso proprio, l'ho pagato caro e amaro!) il titolo di dottore e poteva mai arrivare in modo normale? Ovvio, no! E allora, sotto con la cronaca di questa magnifica esperienza!
    Sveglia alle 6.15 (che non è l'alba, pe me è ancora notte!), con il gentilissimo papi che entra nella stanza e accende il sole, quelle tre rompic... di lampadine a risparmio energetico del lampadario. Che poi, risparmio energetico 'na cippa! Fanno più luce di un rogo! Con queste premesse, inizia la giornata. Ci laviamo, ci vestiamo e qui altre risate. 12 aprile 2008: Mikey e Cari vestiti bene! Della serie, l'eclissi di sole è un fenomeno spesso (avverbio e non aggettivo, ndr). Usciamo di casa che il sole ancora non è uscito, mentre il gallo, sveglio da poco, ci domanda con aria accigliata se per caso gli vogliamo rubare il mestiere. Ehm, a giudicare com'è andata sta laurea, ci penserò... Almen o gall o pozz fà... A ogni buon conto, arriviamo al Sob con notevole anticipo sulla tabella di marcia. Sono le otto e venti e l'aula magna è ancora chiusa. Il bello è che pure il bar è ancora chiuso! Fuori piove e nuij stamm comm 'e sciem fuori all'aula, all'aperto, col bar chiuso. Alle otto e venticinque! Qualcosa non quadra: il gallo che dorme ancora alle 7.20, il bar chiuso alle 8.20... E giustamente qualcuno di voi potrebbe aggiungere: Michele che si sta per laureare... E pur avit raggion...! Alla spicciolata, iniziano ad arrivare amici e parentado e apre l'aula magna. Iniziano le foto pre-seduta, con me in giacca e cravatta e un capello splentito splendento che qualcuno ancora mi dice "non posso crederci che sei andato a laurearti così..." E invece sì, posso e l'ho fatto! A ogni buon conto, arriva anche il prof Morcellini in persona e qualcosa mi lascia pensare che sarò uno dei primi... Entriamo in aula, mi seggo avanti a tutti e vengo chiamato per primo. Sin qui tutto normale: presidente della seduta è il prof. Petrillo, che Paco lo guarda e fa: "Quello sei tu tra vent'anni". E non so ancora se è un complimento per lui o un'offesa per me... Inizio a discutere, parlo cinque minuti e poi mi tolgono il microfono. Ed è finita. Così, senza colpo ferire. Dduij ann 'e miezz 'e fatic e chill m ric: "Mi dispiace, ma non abbiamo più tempo". Vi risparmio la manfrina di male parole che sono transitate nella mia mente. Mi sono alzato, ho firmato e sono uscito dall'aula magna. E, ovvio, so andato a magnà. Così, semplicemente. Vedevo gente attorno a me con gli occhi sgranati, gente che si mangiava le unghie, gente nervosa... e io pensavo a un'unica cosa. Magnà. La cosa bella è stata vedere tutte le persone che mi so venute a vedere. Poco prima che iniziasse tutto, meraviglioso il mess di Paco: "Stiamo arrivando. Non iniziare a sparare cazzate senza di me".
    Ha letto alla perfezione la situazione! C'erano proprio tutti, o quasi. Gli amichetti di classe, quelli dell'uni, la mitica Ornellina (mi hai portato bene, devo ammetterlo. Poi bloggherò anche il sequel, tranquilla...), persino il Modugnone e Gianlucone Monti del giornale! Vi adoro tutti! Ovviamente, alle nove e mezzo del mattino non è che fossero tutti tutti svegli... i professori, intendo! Qualcuno si abboccava da una parte e dall'altra. Durante la discussione, ovviamente, mia mami ha pianto come una fontana (non l'ho vista, ma me l'hanno detto e me lo sono immaginato). Mammì, visto che ce l'ho fatta? E dire che tu avevi iniziato a piangere già la sera prima, quando mi sono provato il vestito...
    A ogni modo, tutto è passato in secondo piano (no, stavamo al quarto ma mo non è il caso di sindacare!) C'erano tutte le persone che volevo (qualcuna non è potuta venire e me ne dolgo, però i più erano lì) ((wa, m sto mparann a parlà, eh?)) (((sì, ma vi sembra il caso di offendere proprio adesso?))). Comunque, dopo la discussione tutti al bar aspettando la proclamazione. E qui è venuto il bello (non io, ovviamente). Entriamo tutti in aula, ci disponiamo uno accanto all'altro ed è stato il momento in cui ho avvertito le paparelle addosso, sì insomma, il freddo nguollo. Lì ho capito davvero che mi stavo per laureare... che stavo per diventare dottore... che mi sarei sparagnato altri 1.400 euro, per dirla tutta! Ebbene, secondo voi poteva mai essere na cosa seria? Macché. Proclamazione: tutti in ansia (ovviamente, tutti tranne me, che già sapevo il mio voto) quando a un certo punto il "Me tra vent'anni", il prof. Petrillo, inizia a snocciuolare i nomi. Arriva al mio e lì inizio a ridere come un pazzo. Dottor Pilla Michela.
    Allò, premesso che ij e te nunn'amma maij magnat int'o stess piatt, premesso che tu nunn'o ppuò sapé, ma se anche fosse, è il caso di dirlo a tutti? A ogni modo, guardo istintivamente Recchia che stava riprendendo con la fotocamera e inizio a ridere... Sì, lo so che non è il caso durante la proclamazione... Ma v par na cosa normal? Ovviamente, alla fine di tutto, tutti a complimentarsi con... la dottoressa Pilla. Picchierò! Io capirei che non è proprio così. Però, per fortuna tutto torna al suo posto quando mi consegnano... 'a spill r'o Suor Orsola! Ho aspettato sei anni e mezzo, ma cel 'ho fatta! L'ho vuta anche io! Un insignificante pezzetto di ferro brutto come la morte che mi hanno appizzato nella giacca. Ovviamente, il primo commento è stato: "Mo può fa' pur o bidell!" E io, di rimando: "Più poltroncine per tutti in aula magna!".
    Degna conclusione di sei anni e mezzo che mi hanno aiutato a crescere. Dunque, se sono cresciuto così, mo sapete con chi ve la dovete pigliare... Mo vi posto pure i ringraziamente e a presto con la seconda parte di questa fantascientifica avventura. (Saputo che io mi so laureato, gli alieni e il mostro di Lochness hanno cominciato a porsi delle domande: "Ma come, i terrestri credono al dottor Michele Pilla e non credono a noi?")
    March 27

    IL NEMICO CE L'HO IN CASA!

    Della serie: il nemico ce l'ho in casa. Mi guardo le spalle quando esco di casa, sto attentissimo quando sono in giro o a casa di amici e poi, vai a vedere, non mi sono accorto che il pericolo era proprio a un passo da me!
    Scena: pranzo in casa Pilla. Ci sono gli spaghetti al tonno. Fuori piove, il cielo è plumbeo (l'agg lett ngopp o topolin, ma non so bene cosa vuoglia dire) e fa uno sf... di freddo (questa invece la sento molto spesso per strada e so benissimo cosa significa) (oggi sono in sciopero con i congiuntivi!).
    A ogni modo, l'esimio dottor Pilla (senior, visto che io sono ancora infermiero) sistema con cura i piatti con le vivande. Iniziamo a pranzare, ignari di quello che sta per accadere. Giunti all'incirca a tre quarti di pasto, il dottore di cui sopra si accinge a cambiare canale alla tv. L'orologio segna le tre meno cinque e né io, né tantomeno sorema, siamo preparati a quello che imponderabilmente sta per accadere.
    Il dottor Pilla (useremo un nome di fantasia perché lo impone l'avvenimento) passa da canale cinque a italia uno e ivi si sofferma più del dovuto. Io e mia sorella continuiamo a mangiare (e quann 'aizzamm a cap a int'o piatt! Manc si ven o papa!) ma quando gli spaghetti sono tutti al riparo nei nostri stomaci (vorrei scriverlo sbagliato, ma non so come si scrive, quindi prendetelo come errore... mo dico pure stomachi, và... può essere che ci azzecco!) (si, na figur e... stomaco!)
    A ogni modo, concluso il fiero pasto ci accorgiamo che l'esimio è intento a guardare la tivvù, e anche con un certo interesse. Non si nasconde. Non ritiene che debba celare questa sua passione. Alché io e sorema ci guardiamo attorno spaesati. Fuori piove ancora e il cielo è ancora plumbeo e io ancora nun sacc ch signific! In compenso, fa ancora uno sf... di freddo. In un momento di coraggio, prendo la parola guardando negli occhi l'esimio dottore e gli chiedo, con un pizzico di timore nella voce: "Ma stai guardando?"
    E lui, distraendosi un attimo dalla visione: "E certo! E' da un po' che lo seguo..."
    Niente da fare, ancora non mi ci capacito. Puoi guardarti le spalle quando esci di casa, stare attentissimo quando sei in giro o a casa di amici e poi, vai a vedere, non ti accorgi che il nemico ce l'hai in casa. E mentre fuori continuava a piovere, il cielo continuava a essere plumbeo e io ancora non sapevo cosa diamine significasse 'plumbeo', una domanda è sorta spontanea a me e mia sorella: "Papà, cu tanti programm proprij O.C. t'è verè?"
    Ebbene sì, le avventure di Ryan, Marissa e chillat, quello che a me sembra patron Frodo ma tutti dicono che è bello... Mah! Qua davvero non c'è più religione....
    March 22

    COLPITO E AF-FONDUTA!

    Prima di tutto, volevo ricordare che ieri sera me la so spassata n'altra volta di brutto (di me, ndr), all'Happy Rock, dove m'agg magnat na fondut tropp saggerat...
    Se si va avanti così, non credo di arrivare sano e salvo a fine mese. Ma non per la fonduta, quanto per gli accompagnatori... Ij nun m'a pozz fa con gente che dopo essersi messa lo smalto si guarda le ogne (unghie per i lettori italici) ogni tre secondi! Con gente che si magna prima gli gnocchi, poi la fonduta e prima ancora si era spupazzata dieci ovetti di cioccolata e una quantità indefinita di macine del mulino bianco salvo poi dire in pubblico di essere a dieta. Che poi, tra l'altro, quella è na panza finta. Se tu sei a dieta, ij c'avessa fà? Mi stai dicendo che sono chiatto? Che sono sovrappeso? Che sono un barilotto? E poi, se tu c'hai le maniglie dell'amore, ij teng 'e serrand 'e ll'amicizij?
    A ogni modo, oggi ho mostrato il mio volto a chi mi aveva solo letto sul blog. Il pensiero è stato immediato: "Eri meglio sotto forma di scrittura". :D
     
    A ogni modo, per dimostrare la mia labilità (instabilità) (carenza) mentale (le due parole unite significano demenza), vi posto una cosa che non c'azzecca nulla, ma fa tropp parià! Riguarda il modo di scrivere su internet.
     
    Il mondo è in tempo reale: ricordatevi che le vostre email -anche se piene di cazzate- potrebbero fare il giro del mondo in poche ore. E allora ricordatevi alcune fondamentali regole di scrittura:
    1. I verbi avrebbero da essere corretti
    2. Le preposizioni non sono parole da concludere una frase con
    3. E non iniziate mai una frase con una congiunzione
    4. Evitate le metafore, sono come i cavoli a merenda
    5. Inoltre, troppe precisazioni, a volte, possono, eventualmente, appesantire il discorso. Siate press'a poco precisi
    6. Le indicazioni fra parentesi (per quanto rilevanti) sono (quasi sempre) inutili. Attenti alle ripetizioni, le ripetizioni vanno sempre evitate
    7. Non lasciate mai le frasi in sospeso perche' non
    8. Evitate sempre l'uso di termini stranieri, soprattutto nell'email, ma anche nella chat, potreste prendervi un flame
    9. Cercate di essere sintetici, non usate mai piu' parole del necessario, in genere e' di solito quasi sempre superfluo
    10. Evit. le abbr. incomprens.
    11. Mai frasi senza verbi, o di una sola parola. Eliminatele.
    12. I confronti vanno evitati come i cliche
    13. In generale, non bisogna mai generalizzare
    14. Evitate le virgole, che non, sono necessarie
    15. Usare paroloni a sproposito e' come commettere un genocidio
    16. Imparate qual'e' il posto giusto in cui mettere l'apostrofo
    17. Non usate troppi punti esclamativi!!!!!!!!!!!!!
    18. "Non usate le citazioni", come diceva sempre il mio professore
    19. Evitate il turpiloquio, soprattutto se gratuito, porca puttana!
    20. C'e' veramente bisogno delle domande retoriche?
    21. Vi avranno gia' detto centinaia di milioni di miliardi di volte di non esagerare
    22. Trattate sempre i vostri interlocutori come amici, brutti stronzi.
     
    Chiusa questa breve e triste parentesi, voglio dire una cosa a una persona che mi starà leggendo e mi ha dato del "monnezza": mon tresor, statt accort. Stanotte vengo in camera tua (e non pensare a bene) e, dopo una sana appiccicata mentre tu dormi, ti sfregio lo smalto! Magari scrivo Mikey sulle tue ogne. Poi, per farmi perdonare, ballerò la macarena con la maschera fucsia... Che poi in realtà non è niente, rispetto all'averti visto col mio giubbino, con le mani incastrate ("Cosi non mi posso vedere le unghie!") e all'aver girato IO con la tua borzetta... A ogni modo, il messaggino di ieri è stato la goccia che ha fatto trabbboccare il water: come si suol dire, colpito e af-fonduta!
    March 18

    GRANDE (motestamente), GROSSO (come sopra) E CO...

    Prima di tutto, porgo le mie scuse alla mamma di Ornella. Signora, tutto quello che legge su questo blog è finto. Io in realtà non sono così (sono peggio, starà dicendo ornellina, lo so...). A ogni modo, non c'è stato nessun Puttan-Tour, non la considero un uomo e io non sono così brutto come sembro... (ecco, ora sarà lei a star pensando "allora è vero che è tutto finto". E soprattutto: "Star pensando? Ma la grammatica non la usi?") Chiedo venia (questa è tratta da wikipedia, però c'è solo la parola, senza il significato) (Orny sa cosa intendo).
    A ogni modo, le chiedo scusa e se, quando dovessi richiedere (congiuntivo azzeccato, ndr) (pura fortuna, nda) a sua figlia di rivederci, non mi sorprenderei che usasse scuse tipo: "Sono vegetariana", oppure "una volta qui era tutta campagna", o meglio ancora "piove, governo ladro"... (nessun riferimento alle prossime elezioni, ndr). Spero accetti le mie scuse e non accetti me (nel senso letterale del termine). A mia parziale discolpa posso dire che tutto quello che faccio è in buona fede (mmm, Orny, non sottolineare il fatto che i Puttan tour vengono SEMPRE fatti in buona fede!)
    Bene, fatte salve queste premesse, ora posso iniziare a descrivere la serata di ieri sera (anche perché, se avessi descritto la serata di ieri mattina sarei stato un fenomeno!).
    Nel primo pomeriggio, mando un mess a Orny: "Ciuciu, parlare con te è come parlare col papa. Ci vorrebbe un'enciclica. (Detto che non c'entra nulla...)" Alché, qualche secondo dopo la chiamo: "Ehi, da oggi ti chiamerò Josephine... Come Ratzinger". E lei, il mio mito: "Chiamami Giuseppina, fai prima. Fa più spagnola dei quartieri!"
    Piccola digressio (tolgo le ultime due lettere finali, "ne", perché così fa più latinista! A qualcosa deve pur servire quel cacchio di diploma al liceo classico...): signora mamma di Orny, vede che è sua figlia a farmi diventare così?
    Comunque, prendiamo appointment per le otto meno un quarto giù da lei. Giù da lei, però, sarebbe zona Piazza Amedeo. Facendo due rapidi calcoli, ci vuole circa un'oretta da casa mia. Considerato che stavo banalmente giocanto a Pleistescion (e vincendo 3-0 col Livorno... non c'entra niente, ma so fort e va sempre ribadito!), e tenuto conto che erano le cinque, tutto ciò voleva significare che entro le sei dovevo entrare in bagno, sbarbarmi e lavarmi (oooooh!) (si, però mo non esagerate con le offese!). Sono uscito di casa alle 18.40 e alle 19.35 ero sotto casa di Orny placidamente ascoltando Fiorello che imitava Mike Bongiorno. Orny scende e sale in macchina. Alché mi dice: "Lo sai che al Med (cinema a Fuorigrotta, per chi non lo sapresse) se hai qualcosa del Napoli ti fanno pagare 4 euro invece di 6,50?" Azz, e tu mo' m'o ddic? Teng o completin e Iezzo, sano sano, due borse del napoli e il cappello dell'acqua lete. Avrebbero pagato loro me per farmi vedere il film! "Vabbuò, con la tessera della Feltrinelli si paga 5 euri!"
    Che per fortuna ho anche io! E poi dicono che leggere non serve a niente... Prima di giungere al Med, mi viene voglia di Cipster. Cerchiamo un bar (ovviamente, si va allo sparagno), ma su quella caspita di via Campegna nessuno vende Cipster. Possibile che a Fuorigrotta uno non si può magnare le patatine?
    Arriviamo fuori al Med senza la magica scatola rossa, parcheggio la macchina ed entriamo. Chiedo le Cipster e la ragazza dietro il banco mi dice "Tre euro e cinquanta". Wa, m putiv almen ric'r "Ciao!" All'anm r'à sanguisuga. Orny però ribatte: "Ma sono quelle originali?" E lei: "No, sono le nostre!" Niente da fà, t'è può tenè!
    'Ripieghiamo' sugli M&M'S (formato FAMILY, quatt eur!!!) e ci avviamo nel cinema. Ci sediamo e aspettiamo con ansia il film di Carlo Verdone. Voi mi chiederete: "Com'è?" Non male, forse però non vale la pena andarselo a vedere al cinema... e manc in television!!! Scherzo, era per fare la battuta! Non è niente male, forse c'è troppa trama (come in certi pornazzi...) (ops, richiedo scusa alla mamma di Orny ma non censuro, altrimenti Orny pensa che mi trattengo troppo) (ma se mi volessi trattenere, dovrei cancellare tutto sto post) (NB: quanti congiuntivi azzeccati! Sarei uno gnurante se li sbaglierei...)
    Sono tre esipodi: il boyscout che perde la mamma, il professore di arte che va a prostitute (questa cosa mi sa di averla già vissuta, eh Ornellì?) e il mitico Ivano&Jessica che qua sono Moreno&Enza. Non vi racconto i singoli episodi, ma vi svelo il finale: Jack muore, il Titanic affonda e il colpevole è il maggiordomo. Il problema vero è: chi è qui il maggiordomo? Chi è il colpevole di sto film? Mmm, no, niente colpa: il produttore è o President. Andatevi a vedere sto film ,così ci compriamo un bell'esterno sinistro al posto di Savini e Rullo (ndr).
    Grasse risaie, al cinema, specie quando il professore di arte va da una prostituta e si fa fare un boccaglio! Ma cu tanti nomi, proprio boccaglio? Splendida la scena in cui lui dice: "E' troppo costoso, me ne vado sulla Palmiro Togliatti". A quel punto, Orny mi guarda e ride. Poi mi dice: "Cacchio, mi hai portato pure lì..."
    E che ci posso fare se prima avevo casa a Roma proprio là? E se una sera, PER PURO CASO, ci siamo passati? Tra l'altro, anche via della Bufalotta è ben frequentata. Che poi, dire che a via della Bufalotta stanno le mign..., ehm, le bal...., volevo dire prostitute, è come dire che a via Maradona sta lo stadio, a via degli Aquiloni c'è il vento e a via Vai si cammina avanti e indietro. Mah! Fantasia al potere. (Via Michele, lo so...)
    E dopo un film del genere, mi viene da pensare che sono proprio un Grande, Grosso e Co...sì simpatico! (Prima brutto e poi simpatico!) Orny, ti vi bbi! Signora, mi scusi ancora! (e pensi che ancora non mi ha visto in faccia!) (questo non è un congiuntivo!)
    March 16

    E DOPO LA MOUSSE, NA MOSS!

    Data: 14 marzo 2008. Località: VomeVo. Localo: El Pajero, ristorante greco e spagnolo. Orario di entrata: 22.15 circa. Orario di uscita: 1.30 circa.
    Ma lasciamolo lì per un momento, El Pajero, e facciamo un passo indietro. Sono le 21.30 e a casa Pilla il figlio maggiore (su che base?) sta giocanto a Pro Evolution. Il campionato procede senza intoppi, la sua Rometta veleggia al primo posto e Michele sta distruggendo il Cagliari (finirà 6-0). Al termine del match, come concordato, il brutto 25enne chiama Ornellina. "Ehi, allò che stai a fà? Che fai stase? Chè fà, l'è vè? (modus dicendi poco raffinato che sottende in realtà un altro quesito: "ci vediamo, allò?" Il Michele in questione è un tipo un po' grezzo, ndr). La suddetta Ornellina gli risponde che si trova a casa di un'amica e che insieme ad altri amici vanno a mangiare qualcosa al VomeVo. Il Michele è ignaro di cosa li aspetta, ma sa bene che con Ornellina le risate sono assicurate (rima non voluta, ndr). A ogni modo, accetta. Esce di casa e impiega circa un quarto d'ora per raggiungerli. Arrivati fuori al localo, si apprestano a entrare. E' una serata all'apparenza tranquilla, nulla lascia presagire ciò che in realtà sarebbe successo.
    Si accomodano ai tavoli e Michele legge il buffo nome sul menu. "Che cosa sarà mai questo Pajero?" domanda a Ornellina. Che gli risponde: "Semplice, un pappagallo". Niente di più opinabile. In che monte? Se quello che sta disegnato lì è un pappagallo, io sono bello, alto e antipatico! (un complimento mi spetta di diritto, ndr). Michele spinge per un pulcino, alfonso sostiene che sia un uccellino. Arriva la cameriera, un tizia acida che ricorda vagamente Jennifer Aniston, e fuga ogni dubbio: è un pulcino! Michele vs. Ornellina 1-0. Ma tanto, a fine serata arriverà la sconfitta per tutti...
    E' il momento di leggere i menu, al Pajero. Sono tutti concentrati, tutti meno Michele, che a un certo punto domanda: "Ragà ma i tacos sono frittate?" Voi vi domanderete su che basi abbia fatto sta domanda idiota. Sul menu c'è scritto: Tacos= tortillas. Più giù: Tortillas= frittata. Per la proprietà transitiva, 'o tacos al paese mio è na frittata. Ma il paese mio non è tanto normale, sicché la cameriera è pronta a smentire: "Il tacos è una pasta di sfoglia di mais ecc. ecc. ecc." (non ricordo cosa abbia detto). Sì, ma c caspit è a pasta di sfoglia di mais? Mah! Michele vs. Tacos 0-1.
    Alché, ancora provato per la brutta figura, Michele non perde occasione per ordinare anche l'amica Crema Catalana. Subito dopo si ri-rivolge a Ornellina, mostrandole una cosa che le scatena ilarità ('a fà rir'r, ndr) (che poi, detta cosi...). Sul menu c'è scritto: Tacos pil pil. Per la proprietà transitiva, il Michele Pilla avrebbe dovuto prendere quello (to take that, ndr), ma sarebbe stato troppo egocentrico. Preferisce allordunque quello con l'amico pollo. Ma non finisce qui: sul menu, infatti, Micheles si accorges di esseres un perfettos spagnolos: "Patatas frittas = patatine fritte". Wa, 'over? In che monte? Non ci possos crederes! E allora perché invece di Tacos non mi scrivi Pastas di sfoglias di mais (la S finale qui già c'era, ndr)?
    A tavola l'allegria regna sovrana, tutti sono contenti, il localo è caruccio nonostante la cameriera acida che fabrizio tenta di circuire mediante pusteggia. Le ordinazioni avvengono in un clima goliardico nonostante il tavolo affianco sia la Curva B. Arrivano le prime portate, portate da Jennifer Acidston. Qualche minuto dopo, arriva anche il Tacos e Michele capisce cos'è: una bastardata della natura. Un coso a forma di crepes dura che schizza salsa piccante sulle camicie (e spero si scriva con la I) grigie (spero altrettanto si scriva con la I) e che non vuole assolutamente saperne di lasciarsi mangiare! Michele vs. Tacos = 0-2. Ornellina intanto è intenta a mangiare la patatona ripiena. Ma comm so raffinat sti spagnol, a ffinal è na specie 'e gattò!
    Dopo aver consumato tutte le cibarie, arrivano i dolci. Ma le brutte sorprese non finiscono qui: dopo il Tacos cazzimmoso, arriva la Crema Catalana Flambé. Dopo essersi sporcato, Michele rischia il rogo. Ma la fiamma, per fortuna, svanisce quasi subito (a differenza della macchia di salsa piccante che resterà sulla camicia per un bel pezzo, ndr... Tacos di m...das!). La Crema Catalana è uno spettacolo, ma la mousse che ha preso Ornellina ancor di più: Michele vs. Ornellina 1-1. Un pareggio sostanzialmente giusto tra due persone sostanzialmente imbecilli! (Ornellì, tvb!) Sulla base di ciò, il Michele ordina pure lui la mousse.
    Ci si avvia dunque alla conclusione della serata, ma la macabra sorpresa è in agguato. E si presenta sotto forma di conto. 139 euri. Michele inizia a contare i presenti, ma si accorge subito con orrore che non sono 139, bensì otto (sette, perché Arianna in realtà non ha mangiato nullas se non le patatas frittas...) 139 diviso sette = vint' eur a test!
    Della serie, dopo la mousse, na moss!
    Locale spagnolo una cippa! Chist so proprij napulitan! Li mortaccis vostris! Di chi v'è vivos! (Per altre iastemmes in spagnolos, consultare prossimi blog)
    Dunque, mistero svelato: El Pajero in realtà non è un pappagallo, e neanche propriamente un pulcino... E' na zoccola!
    Post scriptum: un bacione a tutti i presenti. E' stata na gran bella seratas! La prossimas voltas, però, iamm'c a magnà na pizza addò Giggin 'o Suzzus a Vico Equestre.... si sparagna! :D
    March 10

    FINALMENTE E' FINITA...

    Andata! Non ci speravo più, ma è andata! Finalmente, il Sob non mi spillerà anche quest'anno i millequattrocento euro di tasse che, 'tacci loro, da sei anni a questa parte si pappava con tutta la cazzimma di questo monte!
    E la felicità non sta tanto nel pensare: "Mo so laureato", oppure: "Mami mo nun romp cchiu o sasicc perché devo studiare". Non sta neppure in alcune persone che ogni volta che mi vedevano mi chiedevano: "Hai passato Economia politica?"
    No, la felicità è quella leggerezza che cominci a sentirti addosso e pensare: "Finalmente posso fare quello che voglio, ossia viaggiare e scrivere". E' vedere gli amici e i parenti seriamente felici di tutto ciò. E soprattutto, è vedere gioire mammà e papà e sentirli orgogliosi (dopo sei anni, ma pur sempre di orgoglio si tratta!) di me. Grazie per avermi sostenuto, genitors. (Detto che l'orgoglio deriva anche un pochetto dall'aver risparmiato per quest'anno i millequattrocento euri... MA TANTO, VANNO PER LA MACCHINA NUOVA!)
     
    Grazie a tutti, infermiere (per ora) Mikey
    (e tra poco divento dottore...)
     
    March 08

    CRONACA DI UNA SERATA FOLLE

    "Michè, tu sei come la Regione". Stà frase, se non correttamente spiegata, ai più potrebbe risultare oscura (ai più, comm sì stu blog o leggesser nu sacc e gent, e complimenti per la grammata!). Ecco l'antefatto:
    "Orny, dai, cerchiamo di vederci un po' più spesso. Non facciamo passare altri cinque mesi. Guarda, io sono libero il lunedì, il mercoledì, il venerdì e il week end."
    "Allò sei come la Regione. Libero solo i giorni dispari."
    L'assist è stato servito su un piatto d'argento, non potevo non fare gol: "Orné, mi stai dicendo che sono come la Regione Campania? Na munnezza?"
    E giù entrambi due a ridere come due imbecilli, come se la parola "come" ci esautorasse (esauto-che?) dall'esserlo. Due imbecilli, intendo.
    Permettetemi di ringraziare Ornellina, che mi ha reso partecipe di una serata troppo allucinogena. Dopo circa cinque mesi che non ci vedevamo, siamo riusciti a beccarci. Ed è stata una serata pazzesca. Anzitutto, ci siamo visti che erano le sei: io scendevo dall'Uni, lei che andava a danza e le ho dato uno strappo. Un'oretta a fare due chiacchiere dopo una vita e poi so tornato a casa. Una doccia (dopo sette o otto mesi) e di nuovo per strada (che detta così...) fino al VomeVo. Presa Ornella fuori la scuola di danza, ci abbiamo messo dieci minuti per capire cosa fare. A un certo punto l'ha chiamata un amico sul telefonino e lei ha risposto: "Ciao, come stai?" con una voce da ranocchia raffreddata. Immagino cosa debba aver pensato l'amico: "Io sto bene, sì tu ca staij nguaiat!"
    La cosa mi ha fatto esplodere in una risata che ha contagiato pure Ornellina, che di punto in bianco ha riso in faccia al suo interlocutore (il suo amico, ndr). Scusatomi per la figura di niente che le ho fatto fare, abbiamo deciso di andare da Oliva al VomeVo, perché avevo voglia della crema catalana. Mo, se si sceglie una pizzeria in particolare per mangiare la crema catalana, la prossima volta andiamo in salumeria per mangiare un'impepata di cozze! Arriviamo nel localo, sperando che non si debba attendere molto. La fame è tanta e, mentre aspettiamo vicino alla cassa, ci passa vicino un cameriere con due piatti con dentro due pizze non completamente finite. Guardo Orny e le dico: "E se chiedo al cameriere di darmi i cornicioni?" Lei mi guarda e mi risponde: "Stavo per dire la stessa cosa!" Un uomo, sei un uomo!
    Finalmente ci indicano il tavolo e ci assettiamo, uno di fronte all'altro. Ma il tavolo è troppo lungo e Orny pare che stia (congiuntivo, ndr) in Lapponia, così mi sposto e mi metto a lato. Iniziamo a chiacchierare e a dire idiozie e cominciamo a ridere in modo forsennato (ridere molto, ndr). Non mi ricordo neppure tutto ciò che ci siamo detti, so solo che quando abbiamo ordinato, la crema catalana non c'era. Sigh. Però hanno portato una cheesecake davvero davvero 'O mostr. E poiché io, stupido, avevo ordinato il flan al cioccolato, Ornellina me ne ha lasciata un po'. Che cara! Poi, però, si è riabilitata ai miei occhi prendendo la mia lattina di coca cola e mentre cercava di strappare la linguetta, questa è caduta nella lattina. Mezza piena. Abbiamo iniziato a ridere e le ho chiesto: "Almeno che lettera è uscita?" "La Q!" "Azz, pur furtunat!"
    Siamo usciti dalla pizzeria ancora ridendo e siamo tornati alla macchina, quando a un certo punto Orny mi fa: "Non ridevo così tanto da quando ci siamo visti l'ultima volta". E io: "Allora dovresti riflettere un po' sulle persone che frequenti. Tradotto in italiano: Cu chi t'a faij!" E giù a ridere.
    Alché, saliti in macchina, abbiamo deciso di fare un altro giretto simpatico. Dove si va, dove non si va, Orny a un certo punto mi fa: "Ora ci manca solo che ti accosti a una vecchietta e le tocchi il sedere (culo, ndr)". Io rido, ovviamente e poi non so come esca (ancora congiuntivo!) il discorso successivo. Orny mi fa qualcosa del tipo: "Sai che non ho mai fatto un puttan tour?" Ma come, un uomo fatto e finito come te??? Decido allora di rimediare! Cerchiamo la tangenziabile, ci immettiamo e usciamo a Corso Malta. Da lì, ci dirigiamo a Gianturco, ma purtroppo è serata di magra. Posso dire di aver portato Ornellina a put.... No, niente scandalo. Tra vecchi amici si fanno, 'ste cose. Da lì, siamo andati a via Argine e ho detto a Orny: "Ora ti porto in un posto..."
    E lei, guardando le campagne, mi fa: "Un po' troppo isolato..."
    "Non essere troppo ottimista", le ribatto. ebbene sì, l'ho portata fuori al Calamandrei, for o liceo! Un po' di nostalgia ricordando i bei tempi andati e poi di nuovo su via Argine, stavolta per tornare a casa. In una serata in cui non c'è mancato nulla, ivi compreso il puttan tour, per quanto fallito, abbiamo fatto una breve capatina a Posillipo, poi giù a Marcellina sul lungomaro. Un po' di discorsi seri sulla nostra apatia, sul fatto che io il sabato ormai non esco manco se mi pagano in cinese e che pure lei si sta scocciando di tutto, quando finalmente arriviamo sotto casa sua. Qualche altra chiacchiera, poi la domanda: "Mì, mi dai l'indirizzo preciso del blog?"
    E io: "Mikeypunk, Mikey scritto solo con la K, Mi-Key, Key come chiave. E meno male che non era Keys, se no ci usciva n'altra battuta..."
    E via ancora a ridere. Fino a giungere alla fatidica frase: "Sei come la Regione"
    E io: "Comm a Region Campania, na munnezza!"
    Cronaca di una serata che ha rasentato i limiti della follia. Mi ha fatto troppo piacere trovarti così bene. E poi fidati, certe cose passano. Ci vuole un po' di tempo, ma passano. E soprattutto, ti fortificano. Io, comunque, ci sono e ci sarò sempre.
    A ogni modo, ci è mancato qualcosina. Orny, giuro che ti ci porto, da Nennella. Ma ti devi portare uno stomaco di ricambio!
     
    Ti vvi bbì!
    March 04

    LA SCENA PIU' BELLA DEL CINEMA!

    A volte ritornano. Spulciando www.michelemichele.it, è tornato in auge questo vecchio intervento che scrissi in una notte di follia insieme all'amico Mario-Netta (Perererereee). Gustatevello!
    "Domani è un altro giorno", disse Rossella O'Hara in 'Via col vento'. Una frase che è leggenda. I più, la stra-grande maggioranza, la quasi totalità della popolazione ritiene, a modo proprio anche legittimamente, che sia proprio 'Via col vento' a detenere la palma per la scena più bella e significativa della storia del cinema mondiale.

    Non solo. Ce ne sono moltissime altre che potrebbero essere considerati come le più belle. Avete presente la scena cult di "2001: odissea nello spazio", con l'osso lanciato in aria che si fa astronave? Davvero suggestiva, come solo un maestro come Kubrick poteva realizzare. E poi, non si possono non ricordare film come "Vacanze Romane", "Casablanca", "E.T."...
    Eppure, mi tocca smentire categoricamente tutto ciò. Nessuno di questi film ha raggiunto il grado di perfezione assoluta. O meglio, ci sarebbero riusciti se quest'uomo

    L'immagine “http://www.kukoda.com/wp-content/DanielStern.jpeg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    non fosse mai nato. E se non fosse mai stato stirato. Ebbene sì. E' "Mamma ho perso l'aereo" che vince il premio di migliore scena filmica della storia del cinema. Grazie non all'attore Joe Pesci, che pure ha avuto un ruolo fondamentale. Il vero protagonista è 'O Pesc, al secolo Daniel Stern. Quello che viene stirato. Ve la ricordate? Il bambino solo in casa, con i due deficienti che cercano di prenderlo. Chi non vorrebbe essere rapinato da due coglie simili? E mentre Joe Pesci subisce una colata di pece (e bene) e piume in faccia, 'O pesc, inizialmente fornito di rughe, si ritrova con un ferro da stiro in fronte che gli procurerà un bel tatuaggio triangolare.
    Ecco, una scena pregna di significati. Se Rossella O'Hara avesse visto il film, avrebbe in realtà esclamato: "Domani è un'altra piega"!

    CI PROVO!

    E che ve devo dì... Io ci provo!
    March 03

    PICCOLE GIOIE DELLA VITA

    Da sportivo e signore quale sono, dirò una sola, unica, forte e appassionata parola: AFAMMOCC!
     
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    Della serie: "E dopo la Juve, l'Inter"!
    Perché è vero che non ci cambia la vita, però ogni tanto una piccola soddisfazione ci vuole pure... E sapere che abbiamo battuto l'Inter solo noi... L'amma schiattat a cap! Biscione, tèèèè! E, ultimo ma non ultimo, vi tetico anche la canzona nel blog e una bella fota!
     
     

     

    March 02

    TANTI AUGURI, INGEGNESSA!

    Dai che ce la siamo pariata. Innanzitutto, mi preme rinnovare gli augurio a Emy. Non sei stata la prima a laurearti specialisticamente, ma sei la prima che inizia a lavorare con un contratto (e vir 'e sord!) Tutto questo per dirti che ti ringraziamo già a priori per la cena che ci offrirai col primo stipendio... E non credere di cavartela con l'Edelweiss!
    A ogni modo, la festa di iersera è stata na capatona. Come promessoti, ecco qui un resoconto dettagliato. Ovviamente, dal mio punto di vista... Rileggendo attentamente la tua mail, c'è scritto: "Il locale è dotato di parcheggio. I posti ci sono ma non sono illimitati, per cui non fate gli sboroni con le auto." Poi, la parte più divertente: "L'appuntamento è alle 21.30. Spero che qualcuno lo prenda sul serio!" (Che detta così...) A ogni modo, mi organizzo per andare prima a fare un servizietto a Napoi e poi venire lì, al VomeVo. Scendo alle 20.15 perché, si sa, a Napoli il sabato sera è sempre un casino e poi, come avevi giustamente detto tu, "Cerca di non arrivare tardi altrimenti nun t magn nient!" (Sempre la solita signora, devo riconoscere...) A ogni buon conto, passo un attimo per Napoli (e non c'è nessuno per la via...) e poi prendo la Tangenziala... alle 20.45. Traffico? Ma manco a pagarlo in cinese! Stev'm io, nonna papera e pluto (si è patetanto anche lui, ndr). Ho imboccato l'uscita VomeVo alle 20.52...  E alle 20.58 ero sotto al locale. Inutile dire che, appena ho visto un posto libero sulle strisce blu, a dieci metri dal localo, mi ci sono fiondato con una frenata così brusca che per poco la signora dietro di me con la macchina non mi veniva a fare compagnia... Comunque, sono sceso per le scale e all'inizio non avevo capito un emerito nulla... La porta di ingresso del localo era chiusa e non c'erano avvisi né niente. Chiamo Emilia e le chiedo dove diavolo sia. Alché si apre una porticina piccola piccola e ne esce fuori lei. La guardo e le dico: "Wa, m par a cas 'e Alice nel paese delle meraviglie..." Avete presente quella da cui spunta il bianconiglio? Ecco.
    Emy mi accoglie con un gran sorriso e prima dice: "Marò, che freddo!" Io le guardo il vestitino (molto bello ma anche molto, molto sottile) e le dico: "E c crer, staij vestit c'a cart r'è cunfiett!" (Scherzo, con quel vestito stavi proprio bona!) Poi mi dice con aria candida da neocamionista ingegnere
    : "Stamm ij, tu, mammà, papà e Lino!" E io: "Azz, in famiglia!" E dire che non volevo far tardi per non restare digiuno... Entriamo in sala, due chiacchiere con gli Emilia's parents, dopodiché giungono i primi zii. Wa, Emy: tua zia fa tropp parià! A ogni modo, passano i minuti e aumenta il parentame, fino a che giungono anche i due fiori delle cugine con relativi accompagnatori.
    Alle 22.02 chiama Ciccio che, noncipossocrederemaèpropriocosì, era arrivato fuori al localo e stava cercando parcheggio (impresa disperata, siamo al VomeVo ed è sabato sera, ndr). Riusciranno nell'impresa nel giro di mezz'ora. Grosso modo alle 22.30 il gruppo si compatta e scendiamo nella sala giù. Il new twentythree, a dispetto del nome ('O nuov vintitrè, che a Napoli non è molto azzeccato, direi!) è un locale molto ospitale, grazioso, spazioso e con una cameriera non c'è proprio male. Tant'è che quando vado al banco per servirmi delle cibarie, ogni volta le faccio un sorriso a trentacinque denti. Mi sarò anche impressionato, ma se ogni volta mi piazzava due o tre pizzette in più rispetto agli altri un motivo ci dev'essere stato... Vabbuò, vabbuò, andiamo avanti. Quando vedo Enzo e Ciccio mi prende un coccolone: e io che pensavo di essere tra i più aliganti! Enzo è vestito con un abito scuro rigato, camicia viola e cravatta del medesimo colore. Ciccio idem con il vestito, grigio scuro, con cravatta marrone e camicia a righe... Wa, ma che è na fest 'e laurea? Sì, suppongo di sì. Io invece avevo ingegnato il pantalone grigio, una camicia grigio perla e la giacca grigia... Senza cravatta, però. Per un presidente di una squadra come le Furie Rosse, la cosa può apparire un po' così... Vedere i propri giocatori in tiro e tu un po' meno agghindato... Chiamatemi "Presidente Operaio"! A uno a uno, arrivano tutti o quasi. Mancano Lalla e Pasquale, che mi pare siano andati a Sorrento o a Salerno, ma per il resto del gruppo ci sono tutti. Arriva anche Davide con Roberta e due amici loro. Appena mi vede, mi fa: "Wa, agg vist o sit r'è Furieross! Sit tropp sciem! M facit tropp parià!" Se il buongiorno comincia dalla sera... Qualche minuto dopo, Valentina dice qualcosa che mi farà schiattare dalle risate: "Mikey, devi essere tu il primo ad aprire le danze col buffet. Qua sono tutte secche e nessuna si vuole avvicinare al bancone. Ma ij teng famm...." Come ti capisco, Vale! Detto fatto! Chi poteva inaugurare? Ci pensa zio Michele! Devo ammettere che il buffet non era niente male!
    Ma saltiamo questo argomento e passiamo alla parte danzereccia della serata: Naza, non te lo aspettavi un Mikey così scatenato, eh? Abbiamo pariato come i pazzi, specialmente quando abbiamo visto quel tizio strano coi capelli lunghi far volteggiare Emilia p tutt o local... Ma il massimo si è raggiunto quando ha portato in pista la mamma di Emilia... e don Mimmo che guardava da lontano con ferocia! Ovviamente, il tutto è stato documentato e se al tizio (che mi pare essere francese, ma molto brutto) dovesse capitare qualcosa... noi niente sappiamo! Si va verso la fase finale, con la torta, le foto e lo sciampagn! La torta era davvero na meraviglia: panna e fragola fanno sempre il loro effetto!
    E così, ci siamo avviati stancamente alla fine della serata, con Davide che continuava a ripetere "Michel è ikkiò" e Michele che rispondeva: "Davide è o cess!" A ogni modo, si è proceduto con la distribuzione dei regali, con Emy che aveva difficoltà a leggere il papiello di auguri. E da lunedì, la nostra adorata inizierà la sua carriera all'Ansaldo. Una carriera che siamo sicuri sarà costellata di successi. Primo, perché lo merita. Secondo, perché come ha detto qualcuno "è una dei pochi ingegneri che si è laureato e ha ancora i capelli in testa!"
    Rinnovandoti i complimenti per questo tuo primo, piccolo ma grande passo, ci teniamo a ricordarti quella famosa cenetta col primo stipendio... (e non te ne uscire col primo pub che passa il convento!)